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NELLO STESSO GIORNO A ROMA E IN ALTRE 420 CITTA’ NEL MONDO PER ESIGERE:
1) LA FINE DELLE PERSECUZIONI PER I CONSUMATORI.
2) ACCESSO IMMEDIATO
ALL’USO TERAPEUTICO PER I PAZIENTI.
3)DIRITTO A COLTIVARE LIBERAMENTE LA CANNABIS, PATRIMONIO DELL’UMANITA’.
Diffondiamo questo messaggio da parte degli organizzatori di questa importantissima manifestazione antiproibizionista storica, arrivata alla 18a edizione!!
https://www.facebook.com/MMMItalia/posts/1770229193016391:0Siamo stati in Questura centrale a Roma il 26 Aprile per chiedere la piazza della nostra manifestazione per fine Giugno e abbiamo verificato assieme a loro che non vi erano richieste in contrasto con la nostra per sabato 23 o per sabato trenta, mentre ci hanno detto che invece sabato 9 Giugno ci sarà il Roma Pride e sabato 16 Giugno vi è in programma la Roma Maratona e quindi ( ovviamente) non si poteva, visto che parte del percorso coincide. Ci dissero di tornare il 7 Maggio, tanto mancavano ancora due mesi e non c’era fretta. Il 7 Maggio e l’8 Maggio ci hanno rimandato telefonicamente ad oggi nove Maggio. Oggi abbiamo chiesto nuovamente la data del trenta Giugno e ci hanno fatto un sacco di problemi, addirittura vorrebbero un numero limitato di carri e di conseguenza quindi anche di gruppi e partecipanti. Dicono che per richiedere la autorizzazione per il trenta Giugno dovremmo tornare non prima di un mese dalla data richiesta, ossia il trenta maggio e non è mai successo prima. Ma come mai allora il 26 Aprile sapevano già che sabato 9 Giugno ci sarà il Roma Pride e il 16 Giugno la Maratona ed erano state entrambi già autorizzate ? Eppure mancava ancora molto più di un mese. Ma ci vorrebbero fare credere che ora le manifestazioni si comunicano trenta giorni prima della data e non prima? Allora ci chiediamo se questa norma vale per tutti o è stata inventata solo per noi? Quindi anche per il primo Maggio a San Giovanni la piazza sarebbe stata concessa alla CGIL su richiesta protocollata non più di trenta giorni prima, ossia non prima del primo Aprile 2018? È noto a chiunque che per organizzare grandi manifestazioni occorre tempo e tentare di limitare la nostra possibilità di diffondere la data non prima di trenta giorni dalla nostra manifestazione equivale al tentare di LIMITARE IL NOSTRO DIRITTO A MANIFESTARE SANCITO DALLA COSTITUZIONE. Non è accettabile questo atteggiamento discriminatorio nei nostri confronti. Un diritto come quello sancito dalla Costituzione di manifestare liberamente le proprie opinioni o vale oer chiunque ed è quindi un diritto o, e se vale solo per alcuni e altri no, non è un diritto ma un privilegio per coloro ai quali viene riconosciuto e una discriminazione per coloro ai quali viene negato. La Questura di Roma, come qualsiasi Questura delle Repubblica Italiana nata dalla resistenza, non deve e non può fare politica o operare discriminazioni frutto delle idee politiche dei propri dirigenti. Costiro non sono pagati per questo con denaro pubblico ma per garantire la applicazione delle leggi, al di la delle personali idee politiche, senza penalizzare gli avversari politici, la Polizia di Stato non può e non deve fare politica, ma garantire il libero e pacifico manifestare delle opinioni politiche dei cittadini.
Costoro debbono capire che hanno un mandato per gestire dei servizi al servizio della cittadinanza nella applicazione della legge che vale per chiunque, perfino per loro. Non hanno in gestione un potere da usare in maniera discriminatoria che gli permette di favorire alcuni e discriminare altri. Stiamo sentento avvocati e costituzionalisti in queste ore, a breve faremo un comunicato ufficiale che uscira nei prossimi giorni appena avremo chiaro come proseguire. Ciò che è a noi evidente è che la democrazia in questo paese va difesa ogni giorno e noi non chineremo mai la testa. Questi tentativi non fanno altro che convincerci ancora di più di quanto sia necessario il nostro agire. Dietro le quinte è sempre la mafia a gestire le file, sono loro che hanno eletto una fetta dei nostri politici e evidentemente, le nostre istanze di liberazione, il nostro reclamare la fine del proibizionismo dà molto fastidio ad alcuni, per questo dopo18 anni non abbiamo abbandonato questa battaglia e mai la abbaneremo fino alla fine del proibizionismo.
Segue Comunicato ufficiale, abbiamo intenzione di difendere la Costituzione e il diritto di manifestare che oggi tentano di negare a noi, ma in futuro, se passasse questo principio, potrebbe colpire chiunque.Invitiamo tutte e tutti a diffondere ovunque questo post e il nostro imminente comunicato.

Million Marijuana March Italia

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