Archivio di novembre 2018


https://www.facebook.com/events/339916150128835/

 

Lab57 – Laboratorio Antiproibizionista Bologna
presenta

 

“Rave in Italy. Gli anni novanta raccontati dai protagonisti” di Pablito el drito

 

Se i punk gridavano “no future”, i raver sono andati oltre il futuro.
Rave in Italy è una raccolta di interviste e contributi che ricostruiscono gli albori e lo sviluppo della scena in Italia a partire dai primi anni novanta,Concepito da Pablito el drito, attivista, scrittore, dj e produttore che ha scritto anche il romanzo Once were ravers, il libro ripercorre lo sviluppo della scena in Italia a partire dai primi anni novanta, focalizzandosi sulle tribù autoctone di Torino, Roma, Milano e Bologna.

 

ore 20.30

 

Spazio Pubblico Autogestito Xm24
via Fioravanti 24,
Bologna

 

interverranno:
Pablito el drito (scrittore)

e alcuni degli intervistati presenti nel libro,
tra cui:
– Max, Lab57 (Laboratorio Antiproibizionista Bologna)
– Dj Balli
– Zac
– Boris
…..
 

“C’è sempre un momento nella vita in cui uno sceglie qualcosa in cui credere.
A volte si scelgono il caos o il nulla, altre volte la musica. Agli inizi degli anni Novanta, una parte sempre più consistente di giovani europei ha scelto di credere nel potere sovversivo della techno e in un certo modo di ballarla a oltranza sotto effetto di droghe.
I raver si sentivano portatori di una nuova cultura inclusiva e anti-capitalista, destinata a cambiare le sorti del mondo, a costruire un futuro alternativo a suon di bpm accelerati ed empatogeni.
In Italia, agli albori, non si usava nemmeno la parola rave. Sui volantini c’era scritto techno non-stop 24 ore, techno party. Non c’erano video delle serate, fanzine particolarmente rappresentative della scena—a parte, forse, Torazine—o giornali che ne parlassero.
A nessuno fregava niente di chi organizzava o di chi suonava. C’erano feste senza console, i dj erano spesso nascosti e se portavi con te una macchinetta fotografica c’erano buone possibilità che qualcuno si incazzasse. I free party, insomma, erano “un virus dentro la metropoli” in cui l’anonimato era un valore.Alle prime feste non c’erano neanche i pusher. Era buona norma andarci già muniti di droghe per evitare che si creasse un business dello spaccio. Poi la scena, crescendo, è invece diventata sempre più legata alle droghe e per una serie di ragioni fisiologiche è lentamente deflagrata. Oggi il rave, in tutte le sue declinazioni, è uno dei format del divertimento. Ma come tutte le controculture si è svuotata di una parte della sua forza sovversiva originaria, scalfita dall’impatto dei mutamenti sociali e dal cambio generazionale.
A distanza di più di vent’anni, l’esigenza principale è quella di storicizzarla, di raccontare i valori di cui era portatrice per inserirla sempre più legittimamente tra le manifestazioni culturali del secolo scorso. Rave In Italy, uscito ieri per la casa editrice milanese Agenzia X, è una raccolta di testimonianze dirette di chi ha visto nascere questo movimento in Italia, in particolare a Torino, Roma, Bologna e Milano. L’autore, Pablito el Drito, aka Pablo Pistoiesi, è un attivista, dj e produttore ed è a sua volta un membro storico della scena rave milanese.È un libro di facile lettura e allo stesso tempo utile per avere una consapevolezza della controcultura che stiamo celebrando quando ci ritroviamo alle sei di mattina con i bassi che ci rimbombano nella cassa toracica. È anche fonte inesauribile di etichette interessanti e nomi di producer sconosciuti. Io, da pseudo-digger quale sono, ho incontrato Pablito nella sua casa-studio-libreria armata di una certa gratitudine.
…. ”
https://noisey.vice.com/it/article/nepnpk/rave-party-italia-oggi-pablito-drito-libro 

Riguardo la difficile situazione dello Spazio Pubblico Autogestito XM24, da due anni sotto costante minaccia di sgombero, condividiamo il recentissimo comunicato di Xm24 in risposta all’ennesima dichiarazione surreale del sindaco

IL BANDO…LO DELLA MATASSA

vedi anche
Case popolari al posto di Xm24? Siamo circondati di palazzi vuoti

 

http://www.ecn.org/xm24/2018/11/13/sagra-del-peperoncino-rebelde/

 

Sagra del Peperoncino Rebelde

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La P.I.R.A.T.A e XM24 hanno il piacere di invitarvi alla

QUINTA SAGRA DEL PEPERONCINO REBELDE

VENERDÌ 16 NOVEMBRE 2018 – DALLE H19:00

Spazio Pubblico Autogestito XM24

via Fioravanti 24 [Bologn(in)a Antifa]

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A sostegno dei progetti della P.I.R.A.T.A (Piattaforma Internazionalista per la Resistenza e l’Autogestione Tessendo Autonomie). Al fianco del Messico che lotta e resiste!

http://lapirata.indivia.net/

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AD ASPETTARVI…

  • Degustazioni di peperoncini dal mondo
  • Banchetti piccanti di produttori e trasformatori
  • Birra piccante produzione artigianale birreria Fermenti Sociali
  • Riffa/CiclOtteria solidale
  • Cucina Piccantina Popolare
  • CompARTE – Artisti ribelli complici e solidali con le Comunità Zapatiste in Resistenza
  • Proiezioni e aggiornamenti dal Messico Ribelle
  • Spettacoli Incendiari
  • Gara di Resistenza al Piccante Acompetitiva
  • Live: Projecto Elevaçao [Duo Acustic Brazil] – Coffekillers [Rockabilly] – Ponzio Pilates [ElettroSamba]
  • Alla Consolle: Kriminal Pop [Roma] – Fronte Afrocumbiero Partenopeo [Napoli]

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Dal Messico alla Bolognina : il seme della rivolta brucia ovunque!

La Sagra del Peperoncino Rebelde è un evento organizzato dalla P.I.R.A.T.A. (Piattaforma Internazionalista per la Resistenza e l’Autogesione Tessendo Autonomia), una rete composta da 3 collettivi (il Nodo Solidale di Roma, Il Collettivo Zapatista di Lugano/CSOA Il Molino e Nomads di Bologna/XM24 quest’ultimo non piu’ attivo) e diverse/i integranti individuali.

La P.I.R.A.T.A. nasce nel 2010 per promuovere e sostenere le lotte portate avanti dalle compagne e dai compagni messicani e la Sagra del Peperoncino Rebelde é l’evento di autofinanziamento che permette alla di sostenere non solo politicamente ma anche concretamente le lotte e le resistenze dei coraggiosi compas messicani.

La Sagra del Peperoncino Rebelde compie 6 anni e vanta 16 edizioni: 6 al CSOA Forte Prenestino di Roma, 5 al CSOA Il Molino di Lugano e 5 allo Spazio Pubblico XM24 di Bologna.

Utilizzando come pretesto il peperoncino, indissolubilmente associato ad immaginari messicani, si crea uno spazio di condivisione e di riflessione sugli spunti che ci arrivano dal Messico in Rebeldia. La Sagra é un momento di festa collettiva in spazi sociali liberati in cui artisti, produttori, collettivi militanti indipendenti, appassionati di peperoncino e ballerini di cumbia si rendono complici e solidali con il Messico Ribelle.

In Messico soffia un vento rivoluzionario, vi si incontrano donne e uomini che hanno fatto della resistenza al neoliberismo imperialista occidentale una pratica di vita quotidiana, tenedo testa ai continui attacchi del governo schiavo del capitale straniero.

I territori autonomi Zapatisti in Chipas; le comunità indigene-campesine che si organizzano in base agli “usos e costumbres” tradizionali e resistono attivamente alla devastazione delle loro terre negli stati di Oaxaca, Guerrero e Michoacan; le ribellioni cittadine nello stato di Oaxaca e a Città del Messico; le lotte al fianco dei prigionieri politici in carcere o dei famigliari delle migliaia di desaparecidos tra cui i 43 studenti della scuola normal rural di Ayotzinapa scomparsi trágicamente nel settembre 2014.

Queste donne e uomini tessono con pazienza ogni giorno un presente diverso, senza rassegnarsi né soccombere allá repressione, organizzandosi in collettivi, collettività, territori seguendo i principi basilari proposti dagli zapatisti nella Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona. Con il loro esempio ci danno motivo di sperare che sia veramente possibile creare un mundo donde quepan muchos mundos (un mondo che contenga molti mondi) come dicono gli zapatisti.

Camminare affianco al movimento sociale autonomo messicano significa anche costruire lotte e spazi, qui ed ora, secondo i valori etici e politici che lo zapatismo insegna: autonomia, autogestione, rifiuto del potere, del neoliberismo e del capitalismo, rispetto per le differenze e per la Madre Terra. La Sagra del Peperoncino Rebelde è anche questo. Vi aspettiamo numerosi, festanti e ribelli giacché “se non posso ballare allora non é la mia rivoluzione”.

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La serata è in autogestione: non fare da scenario, partecipa!

Non sono graditi spioni, sbirri, fascisti, sessisti, razzisti e presi male!

Porta con te buena onda y rebeldia, e se vuoi pure il tuo cane ma ricordati di prendertene cura…

 

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