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Petizione per istallazione Scambia-Siringhe a Perugia

La riduzione del danno ci riguarda tutt@

Firma anche tu!!!
https://www.change.org/p/andrea-romizi-sindaco-di-perugia-macchine-scambia-siringhe-a-perugia


https://www.facebook.com/events/339916150128835/

 

Lab57 – Laboratorio Antiproibizionista Bologna
presenta

 

“Rave in Italy. Gli anni novanta raccontati dai protagonisti” di Pablito el drito

 

Se i punk gridavano “no future”, i raver sono andati oltre il futuro.
Rave in Italy è una raccolta di interviste e contributi che ricostruiscono gli albori e lo sviluppo della scena in Italia a partire dai primi anni novanta,Concepito da Pablito el drito, attivista, scrittore, dj e produttore che ha scritto anche il romanzo Once were ravers, il libro ripercorre lo sviluppo della scena in Italia a partire dai primi anni novanta, focalizzandosi sulle tribù autoctone di Torino, Roma, Milano e Bologna.

 

ore 20.30

 

Spazio Pubblico Autogestito Xm24
via Fioravanti 24,
Bologna

 

interverranno:
Pablito el drito (scrittore)

e alcuni degli intervistati presenti nel libro,
tra cui:
– Max, Lab57 (Laboratorio Antiproibizionista Bologna)
– Dj Balli
– Zac
– Boris
…..
 

“C’è sempre un momento nella vita in cui uno sceglie qualcosa in cui credere.
A volte si scelgono il caos o il nulla, altre volte la musica. Agli inizi degli anni Novanta, una parte sempre più consistente di giovani europei ha scelto di credere nel potere sovversivo della techno e in un certo modo di ballarla a oltranza sotto effetto di droghe.
I raver si sentivano portatori di una nuova cultura inclusiva e anti-capitalista, destinata a cambiare le sorti del mondo, a costruire un futuro alternativo a suon di bpm accelerati ed empatogeni.
In Italia, agli albori, non si usava nemmeno la parola rave. Sui volantini c’era scritto techno non-stop 24 ore, techno party. Non c’erano video delle serate, fanzine particolarmente rappresentative della scena—a parte, forse, Torazine—o giornali che ne parlassero.
A nessuno fregava niente di chi organizzava o di chi suonava. C’erano feste senza console, i dj erano spesso nascosti e se portavi con te una macchinetta fotografica c’erano buone possibilità che qualcuno si incazzasse. I free party, insomma, erano “un virus dentro la metropoli” in cui l’anonimato era un valore.Alle prime feste non c’erano neanche i pusher. Era buona norma andarci già muniti di droghe per evitare che si creasse un business dello spaccio. Poi la scena, crescendo, è invece diventata sempre più legata alle droghe e per una serie di ragioni fisiologiche è lentamente deflagrata. Oggi il rave, in tutte le sue declinazioni, è uno dei format del divertimento. Ma come tutte le controculture si è svuotata di una parte della sua forza sovversiva originaria, scalfita dall’impatto dei mutamenti sociali e dal cambio generazionale.
A distanza di più di vent’anni, l’esigenza principale è quella di storicizzarla, di raccontare i valori di cui era portatrice per inserirla sempre più legittimamente tra le manifestazioni culturali del secolo scorso. Rave In Italy, uscito ieri per la casa editrice milanese Agenzia X, è una raccolta di testimonianze dirette di chi ha visto nascere questo movimento in Italia, in particolare a Torino, Roma, Bologna e Milano. L’autore, Pablito el Drito, aka Pablo Pistoiesi, è un attivista, dj e produttore ed è a sua volta un membro storico della scena rave milanese.È un libro di facile lettura e allo stesso tempo utile per avere una consapevolezza della controcultura che stiamo celebrando quando ci ritroviamo alle sei di mattina con i bassi che ci rimbombano nella cassa toracica. È anche fonte inesauribile di etichette interessanti e nomi di producer sconosciuti. Io, da pseudo-digger quale sono, ho incontrato Pablito nella sua casa-studio-libreria armata di una certa gratitudine.
…. ”
https://noisey.vice.com/it/article/nepnpk/rave-party-italia-oggi-pablito-drito-libro 

Riguardo la difficile situazione dello Spazio Pubblico Autogestito XM24, da due anni sotto costante minaccia di sgombero, condividiamo il recentissimo comunicato di Xm24 in risposta all’ennesima dichiarazione surreale del sindaco

IL BANDO…LO DELLA MATASSA

vedi anche
Case popolari al posto di Xm24? Siamo circondati di palazzi vuoti

 

http://www.ecn.org/xm24/2018/11/13/sagra-del-peperoncino-rebelde/

 

Sagra del Peperoncino Rebelde

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La P.I.R.A.T.A e XM24 hanno il piacere di invitarvi alla

QUINTA SAGRA DEL PEPERONCINO REBELDE

VENERDÌ 16 NOVEMBRE 2018 – DALLE H19:00

Spazio Pubblico Autogestito XM24

via Fioravanti 24 [Bologn(in)a Antifa]

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A sostegno dei progetti della P.I.R.A.T.A (Piattaforma Internazionalista per la Resistenza e l’Autogestione Tessendo Autonomie). Al fianco del Messico che lotta e resiste!

http://lapirata.indivia.net/

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AD ASPETTARVI…

  • Degustazioni di peperoncini dal mondo
  • Banchetti piccanti di produttori e trasformatori
  • Birra piccante produzione artigianale birreria Fermenti Sociali
  • Riffa/CiclOtteria solidale
  • Cucina Piccantina Popolare
  • CompARTE – Artisti ribelli complici e solidali con le Comunità Zapatiste in Resistenza
  • Proiezioni e aggiornamenti dal Messico Ribelle
  • Spettacoli Incendiari
  • Gara di Resistenza al Piccante Acompetitiva
  • Live: Projecto Elevaçao [Duo Acustic Brazil] – Coffekillers [Rockabilly] – Ponzio Pilates [ElettroSamba]
  • Alla Consolle: Kriminal Pop [Roma] – Fronte Afrocumbiero Partenopeo [Napoli]

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Dal Messico alla Bolognina : il seme della rivolta brucia ovunque!

La Sagra del Peperoncino Rebelde è un evento organizzato dalla P.I.R.A.T.A. (Piattaforma Internazionalista per la Resistenza e l’Autogesione Tessendo Autonomia), una rete composta da 3 collettivi (il Nodo Solidale di Roma, Il Collettivo Zapatista di Lugano/CSOA Il Molino e Nomads di Bologna/XM24 quest’ultimo non piu’ attivo) e diverse/i integranti individuali.

La P.I.R.A.T.A. nasce nel 2010 per promuovere e sostenere le lotte portate avanti dalle compagne e dai compagni messicani e la Sagra del Peperoncino Rebelde é l’evento di autofinanziamento che permette alla di sostenere non solo politicamente ma anche concretamente le lotte e le resistenze dei coraggiosi compas messicani.

La Sagra del Peperoncino Rebelde compie 6 anni e vanta 16 edizioni: 6 al CSOA Forte Prenestino di Roma, 5 al CSOA Il Molino di Lugano e 5 allo Spazio Pubblico XM24 di Bologna.

Utilizzando come pretesto il peperoncino, indissolubilmente associato ad immaginari messicani, si crea uno spazio di condivisione e di riflessione sugli spunti che ci arrivano dal Messico in Rebeldia. La Sagra é un momento di festa collettiva in spazi sociali liberati in cui artisti, produttori, collettivi militanti indipendenti, appassionati di peperoncino e ballerini di cumbia si rendono complici e solidali con il Messico Ribelle.

In Messico soffia un vento rivoluzionario, vi si incontrano donne e uomini che hanno fatto della resistenza al neoliberismo imperialista occidentale una pratica di vita quotidiana, tenedo testa ai continui attacchi del governo schiavo del capitale straniero.

I territori autonomi Zapatisti in Chipas; le comunità indigene-campesine che si organizzano in base agli “usos e costumbres” tradizionali e resistono attivamente alla devastazione delle loro terre negli stati di Oaxaca, Guerrero e Michoacan; le ribellioni cittadine nello stato di Oaxaca e a Città del Messico; le lotte al fianco dei prigionieri politici in carcere o dei famigliari delle migliaia di desaparecidos tra cui i 43 studenti della scuola normal rural di Ayotzinapa scomparsi trágicamente nel settembre 2014.

Queste donne e uomini tessono con pazienza ogni giorno un presente diverso, senza rassegnarsi né soccombere allá repressione, organizzandosi in collettivi, collettività, territori seguendo i principi basilari proposti dagli zapatisti nella Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona. Con il loro esempio ci danno motivo di sperare che sia veramente possibile creare un mundo donde quepan muchos mundos (un mondo che contenga molti mondi) come dicono gli zapatisti.

Camminare affianco al movimento sociale autonomo messicano significa anche costruire lotte e spazi, qui ed ora, secondo i valori etici e politici che lo zapatismo insegna: autonomia, autogestione, rifiuto del potere, del neoliberismo e del capitalismo, rispetto per le differenze e per la Madre Terra. La Sagra del Peperoncino Rebelde è anche questo. Vi aspettiamo numerosi, festanti e ribelli giacché “se non posso ballare allora non é la mia rivoluzione”.

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La serata è in autogestione: non fare da scenario, partecipa!

Non sono graditi spioni, sbirri, fascisti, sessisti, razzisti e presi male!

Porta con te buena onda y rebeldia, e se vuoi pure il tuo cane ma ricordati di prendertene cura…

 

http://www.ecn.org/xm24/evento/incontro-canapa-legale/?instance_id=35353

https://www.facebook.com/events/196232934610649/

Intervista a Radio Città Fujiko:
Ad Xm24 un incontro per fare informazione sulla cannabis light

Lab57 – Laboratorio Antiproibizionista Bologna
http://lab57.indivia.net/

presenta

CANNABIS LIGHT:
Repressione, business e produzione sostenibile?

Giovedì 8 novembre
Xm24
Via Aristotile Fioravanti 24
Bolognina
http://www.ecn.org/xm24/evento/incontro-canapa-legale/?instance_id=35353

dalle 17.00
– Mercatino contadino biologico di CampiAperti – Genuino Clandestino
https://www.facebook.com/CampiAperti/

dalle 18.00
– Aperitivo Antipro al Bar di Xm24

Repressione, business e produzione sostenibile?

dalle 19:00
– cena a base di canapa a cura di Eat the rich+Lab57

20:30 – incontro in sala grande
CANNABIS LIGHT:
Repressione, business e produzione sostenibile?

Si parlerà della normativa vigente, produzione, vendita, depenalizzazione, rischi e pericoli dei consumatori e tutto quello che non vi dicono della Canapa Legale.

interverranno:

Elia De Caro – Avvocato
Max – Lab57 – Laboratorio Antiproibizionista Bologna
“Strulgador” – Produttore
“Canva” – Produttore
“Vulcanapa” – Produttore

Ci sarà banchetto vendita e informativo di Vulcanapa (Produttore).

Sarà presente un punto informativo del Lab57-Alchemica

 

Segnaliamo questo interessante incontro in cui il Lab57 è stato invitato a portare la propria esperienza ultra-decennale di interventi sul campo, in particolare riguardo  la Ketamina.

 

 

 

 

 

 

 

È’ stata inoltrata richiesta di accreditamento per le seguenti figure professionali:
assistente sociale, assistente sanitario, infermiere, medico, educatore professionale, psicologo, psicoterapeuta, tecnico della riabilitazione psichiatrica

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1 Direttore Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche, Azienda Usl di Bologna
2 Direttore UOC Sert, DSM-DP, Azienda Usl di Bologna
3 Sviluppo della programmazione e delle attività in tema di dipendenze patologiche, Servizio assistenza territoriale, Regione Emilia Romagna
4 Responsabile UO Osservatorio epidemiologico metropolitano dipendenze patologiche, DSM-DP, Azienda Usl di Bologna
5 Medico Tossicologo, Sert Navile, DSM-DP, Azienda Usl di Bologna
6 Direttore Dipartimento Dipendenze Patologiche, Asl TO5
7 Coordinatrice responsabile del progetto GoodNight, Bergamo
8 Educatore del progetto Goodnight, Bergamo
9 Coordinatore progetto LAB57, Bologna
10 Laboratorio Multimediale e Visuale – SDE Università degli studi di Bologna
11 Coordinatore servizi comunità Capodarco, Fermo
12 Collaboratore UO Osservatorio epidemiologico metropolitano dipendenze patologiche, DSM-DP, Azienda Usl di Bologna

Uo Osservatorio epidemiologico dipendenze patologiche, DSM-DP, Azienda Usl Bologna
Via S. Isaia, 94/A – Tel 051/6584313 – Fax 051/6584315
http://www.ausl.bologna.it/oem

Si tratta di un incontro formativo specialistico rivolto a personale socio-educativo-sanitario,
per accedere è necessaria l’iscrizione:
Scheda d’iscrizione:
http://www.ausl.bologna.it/oem

 


Vale la pena di ricordare qui una delle primissime pubblicazioni del Lab57, nata nel 1998 nello spazio sociale autogestito Livello57, prima pubblicazione in Italia e tra le prime in Europa sulla Ketamina per uso psicoattivo:

“Ketamina – il fattore K della psichedelia” 1998, Edizioni Grafton9.
a cura di Simone Rollo e Giorgio Samorini, in collaborazione col Dipartimento di Scienze Storiche, Filosofiche e Geografiche (Università degli Studi di Lecce)
>>> Scarica il libretto    Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported.

vedi anche :
http://lab57.indivia.net/chi-siamo/la-storia-del-lab57/

per informazioni aggiornate sulla Ketamina consulta la nostra scheda:
http://lab57.indivia.net/materiali-informativi/info-sostanze/ketamina/

 

http://www.labolla.info/
Abbiamo deciso di non usare più i social network, Fuckbook per primo.

Supporta la Bolla, diffondi le info: Il tuo contributo è fondamentale!

Per ricevere info e aggiornamenti sulle nostre iniziative iscriviti alla newsletter scrivendo all’indirizzo:

labolla@canaglie.org

con oggetto ISCRIVIMI

>> NO SPAM ON FACEBOOK & OTHERS SOCIAL NETWORKS !!! <<

 


https://www.facebook.com/events/1945369365766637/

Venerdì 19 ottobre dalle 17.30
nel salone della Cooperativa Popolare Infrangibile 1946

Via Alessandria n°16,  Piacenza
CONTROTENDENZA E LAB57 PRESENTANO:
IL PROIBIZIONISMO E’ UN SERIAL KILLER!

LAB57 ci accompagnerà in un dibattito su rischi, prevenzione ed autoregolazione nell’uso di sostanze, ma non solo!

“Erba della morte” o legalizzazione? Parleremo di come questi due poli siano frutto di una sempre più diffusa strumentalizzazione (come, del resto, ha fatto anche il comune di Piacenza non molto tempo fa), causata da un continuo rapporto di forza tra grossi interessi economici da un lato e ignoranza e disinformazione dall’altro: in ogni caso, qualcosa che non ci appartiene.
Per questo motivo vogliamo disegnare un nuovo modo di pensare la cannabis, contro ogni interesse e superficialità.

Discussione sulle meccaniche utilizzate per la repressione dei liberi spazi e della libera espressione: che effetto ha questa repressione sul nostro stile di vita? C’è ancora spazio per una visione consapevole e libera della nostra società? Possiamo ancora dirci liberi e libere di scegliere?

Viviamo in un momento storico in cui qualsiasi attività fuori dagli schemi è condannata e perseguitata, le destre si fanno avanti sicure del loro potere, mentre noi vediamo i nostri spazi di vita diminuirsi: è ora di identificarne i responsabili e lottare!

Basta con la criminalizzazione di tutti i soggetti che escono dalla cosiddetta “norma”: non vogliamo più subire la stigmatizzazione degli ambienti borghesi e bigotti… vogliamo liberarci da questi meccanismi!

Ti aspettiamo in Coop per discutere di questi temi e organizzarci insieme per immaginare una Piacenza diversa, piena di spazi di aggregazione liberi da ogni schema!

A partire dalle ore 17.30: dibattito con Lab57, collettivo che da anni si impegna nell’informazione e prevenzione dai rischi.
Intorno alle 20.45: diretta Skype con Ilaria Cucchi per presentare “Sulla mia pelle: gli ultimi sette giorni di Stefano Cucchi”, a cura dell’Associazione Stefano Cucchi – onlus .
– Subito dopo, per le 21.30, proietteremo il film!

Venerdì 19 ottobre dalle 17.30 nel salone della Cooperativa Infrangibile (via Alessandria 16).

Non mancare: la creazione di nuovi spazi autogestiti in città dipende anche da te!

—> LAB57 – Alchemica

Alchemica è un’Associazione di Promozione Sociale nata nel novembre 2007 dall’esperienza ultradecennale del Lab57.

Lab57-Alchemica è un progetto che si propone di fornire supporto informativo ascolto psicologico e punto di primo soccorso per evitare le conseguenze dannose provocate dall’abuso di sostanze psicoattive legali ed illegali o più in generale causate da comportamenti e stili vita a rischio.

Lab57-Alchemica non condanna né incoraggia in nessun modo l’ uso di sostanze psicoattive, ma si impegna da sempre nella libera ricerca di informazioni affidabili e non pregiudiziali in quanto ritiene che solo un uso consapevole possa prevenire i rischi, ridurre i danni e contenere gli abusi stimolando lo sviluppo di una coscienza critica rispetto alle scelte di vita e di auto-gestione del proprio tempo.

http://lab57.indivia.net/

http://lab57.indivia.net/materiali-informativi/carta-dei-diritti-delle-persone-che-usano-sostanze/




E’ PRONTA LA NUOVA PUNTATA DEL MANUALE DEL TEKNUSO!!!

PROTAGONISTI, DUE PERSONAGGI POSITIVI, FREQUENTATORI USUALI DI RAVE, SI RITROVANO ALL’INTERNO DI ALCUNE SITUAZIONI TIPICHE DI UN PARTY ILLEGALE. DALL’ALTRO LATO ALTRI FREQUENTATORI CHE INVECE HANNO LA FUNZIONE DI ANTAGONISTI, CIOÈ CHE RAPPRESENTANO LE CATTIVE ABITUDINI (MERCIFICAZIONE, SESSISMO, FASCISMO, ABUSO DI SOSTANZE ECC…).
OGNI SCENA TERMINA IN MANIERA CONSONA AI CONSIGLI CHE IL LAB57 VUOL DARE A CHI VIVE E A CHI SI VUOL AVVICINARE AL MOVIMENTO RAVER.
IL TAGLIO È DEL FILM MUTO, CON CARTELLI COME DIALOGHI.
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In questa puntata NON LASCIAR CADAVERI SOTTOCASSA i nostri protagonisti aiuteranno un povero avventore a riprendersi dopo una raglia troppo lunga.. affrontando le difficoltà del caso e seguendo i pratici consigli del LAB57!!!

–> SCARICA IL VIDEO !!!

Oggi salutiamo Deborah, amica, sorella, compagna di tante lotte libertarie e antiproibizioniste col Livello57 a Bologna e da qualche anno col Forte Prenestino a Roma.

Ciao Deborah, un abbraccio FORTE, fortissimo!!!

La notizia della tragedia della Love parade di Duisburg ci ha raggiunto mentre stavamo lavorando in un grosso free party tekno nei dintorni di Torino, un intervento importante perchè per la prima volta in Italia siamo riusciti ad analizzare le sostanze con la cromatografia qualitatitiva associata al test rapido delle sostanze, grazie alla collaborazione con Medecin du Monde che sono arrivati appositamente con l’equipe  Mission Rave Marsiglia con 2 medici, 2 chimici e 4 infermieri.

La notizia dei venti ragazzi morti nella calca del tunnel dell’incompetenza di amministratori incapaci e di poliziotti irresponsabili, ci ha colpito molto per due principali motivi.

– Il primo riguarda il nostro lavoro quotidiano in eventi musicali autorizzati o autogestiti, in cui al primo posto mettiamo sempre la tutela della salute dei partecipanti, sia per quanto la riguarda la messa in  sicurezza dei luoghi, sia per il lavoro di responsabilizzazione e di costruzione dell’evento con gli organizzatori. Contrariamente ai luoghi comuni che demonizzano i rave party illegali come luoghi molto pericolosi,( le statistiche di incidenti e intossicazioni dimostrano esattamente il contrario) per noi è molto più facile dialogare con chi organizza free party piuttosto che riuscire a collaborare in eventi commerciali, in cui gli sponsor, gli artisti vip e le security paramilitari non hanno ben chiaro cosa implichi il concetto di Salute Pubblica, poichè lo subordinano sempre e comunque al bilancio economico della manifestazione, forse anche questo aspetto ha avuto il suo peso a Duisburg.

– Il secondo motivo di sgomento è scritto nella nostra storia: alcuni di noi hanno pensato, costruito e organizzato pressochè tutte le edizioni della più grande Street Rave Parade  in Italia, la Street Parade Antiproibizionista di Bologna, che tra il 2004 ed il 2005 ha superato le 300.000 persone senza nessun problema di ordine pubblico grazie al lavoro di rete, con 118, Servizi di pulizia urbana, forze dell’ordine e Coordinamento regionale Unità di Strada E.Romagna (nato nel 2003 proprio per far fronte alla Street Parade!).
Possiamo solo immaginare il terrore e il caos di quei momenti, e la rabbia per gli errori incredibli e colpevoli delle forze dell’ordine che anche dopo i primi malori, invece di offrire una via di uscita, hanno chiuso con la forza tutte le vie d’uscita.
Dopo quasi ventanni di Love Parade, SI DOVEVA EVITARE TUTTO QUESTO.
L’organizzazione di eventi del genere non si può improvvisare senza ascotare gli organizzatori che aveva più volte pre-annunciato il disastro.

In Italia purtroppo, invece di fare posto al silenzio per le vittime, sia Bertolaso che Giovanardi sono riusciti a vomitare una montagna di sciocchezze offensive non solo verso la dignità dei parenti dei ragazzi,( erano tutti in preda alla DROGA, secondo Giovananrdi), ma anche dell’intelligenza umana. Paragonare, come fa Bertolaso, il Giubileo alla Love Parade, sembra semplicememte demenziale a chiunque, ma del resto il capo supremo della protezione civile italiana già ci aveva regalato perle di saggezza durante il terribile terremoto di Haiti, paragonandolo all’ Abruzzo!!!??

Non ci rimane che consigliarvi la lettura di un articolo di Paolo Sollecito, un amico che da da decenni ormai, come noi, lavora sulla prevenzione e lo sviluppo di una cultura critica, attiva , responsabile nei più giovani, per combattere la desertificazione consumistica e repressiva della nostra società, che a Bologna ci ha rubato la Street Parade Antirpoibizionista e in Germania ha “ucciso” lentamente la Love parade.
Duisburg: quante parole inopportune di Paolo Sollecito

Come era prevedibile, la tragedia di Duisburg, insieme a venti giovani vite, ha trascinato con sé una scia di accuse, polemiche, analisi fantasiose. C’é chi si è spinto in inopportuni paragoni italo-tedeschi rispetto alla capacità di gestione degli eventi di massa,  chi non ha perso l’occasione di introdurre il termine gay parlando della parata, per discreditare le persone omosessuali, chi ha azzardato perfino complotti della ‘ndrangheta. Parole che sono apparse insensibili e lontane, nella sostanza incuranti della morte e incapaci di leggere un fenomeno, quello dei rave, che non è certo nuovo. E’ dalla fine degli anni 80, infatti, che in tutta Europa milioni di giovani si ritrovano in feste-evento che rompono le barriere del tempo e dello spazio, feste nelle quali la musica, la danza e il consumo di alcol e droghe rimandano a un modo di essere fuori dalle norme e dalle convenzioni della quotidianità. Qualcosa di simile, se non in continuità, con quei riti tribali che un tempo relegavano gli eccessi all’interno di contesti “regolati” e protetti. Modi per incanalare nella dimensione del sacro bisogni intrinseci a ogni essere umano, quei bisogni che spesso la nostra civiltà ha catalogato come espressioni di “disagio mentale”, o respinto come forme di inquietante e ripugnante diversità. Per molti ricercatori attenti, il movimento dei raver è stata la naturale riproposta di quelle dinamiche, e la sua origine occidentale non deve sorprendere, dal momento che proprio l’Occidente “razionale” è stato il primo ad emarginarle. La cecità e il pregiudizio attorno ai rave nasce da lì, una cecità che in questi anni alcuni interventi di servizi sociali pubblici e privati hanno cercato di superare, sviluppando con i partecipanti ai rave progettualità tese a contenere i rischi e aumentare la consapevolezza. Accompagnamenti informali, non invasivi, ma proprio perciò efficaci.
E’ forse questo che è mancato a Duisburg. Non altrimenti si spiega la concessione, da parte dell’amministrazione della città, di un’area che poteva contenere al massimo 250mila persone –  almeno tre volte meno di ciò che ragionevolmente ci si sarebbe potuto aspettare – e la dichiarazione, in conferenza stampa, che ne erano arrivate 300mila: un misto d’incapacità e malafede che ha aperto la  strada alla possibilità della tragedia. Venti anni di esperienza di “Love Parade” a Berlino avrebbe dovuto rendere evidente la crescita esponenziale nella partecipazione all’evento e un minimo di buon senso avrebbe escluso dal percorso della parata il tunnel-trappola a vantaggio itinerari e accessi più idonei. Infine la gestione della piazza, documentata dai filmati, con le forze dell’ordine che anziché lasciar aperta le vie di scorrimento provano a contenere la folla: insomma un pasticcio, una tragica profezia che si autoavvera.
Ciò che però più sconcerta sono, come detto, le reazioni. Molti dichiarano la fine dei rave o invocano legislazioni che vietino le feste su tutto il territorio europeo. E’ l’ennesima polemica ideologica che si gioca su milioni di giovani che cercano, con tutti i limiti e tutti i problemi che ne possono derivare, una strada di socialità e di comunità; ragazzi, non “alieni”, con cui si può parlare e costruire politiche di attenzione e cambiamento se solo si prendesse atto della normalità dei loro desideri e bisogni. La speranza è che ciò che è accaduto a Duisburg possa servire almeno a rompere il muro dell’ostinazione, del moralismo ipocrita, delle parole inopportune. Alla morte, forse, bisogna tornare a concedere il silenzio, lo spazio privato, spegnere le telecamere e essere vicini al dolore delle famiglie. Per tutto il resto ci vuole un po’ di coraggio, di analisi oneste, di apertura mentale: cose di cui si sente oggi fortemente il bisogno.

Paolo Sollecito

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