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LIBERTA’ e SICUREZZA: ma per chi?

Il Comitato Verità e Giustizia per Aldo Bianzino, promuove due giorni di confronto e riflessione,su autoritarismo, proibizionismo, carcere e sicurezza il 25 e il 26 giugno 2010 per essere agenti di memoria collettiva, e praticare forme di solidarietà attiva che disinneschino nuove richieste di archiviazione e mettano in luce tutte le contraddizioni e le distorsioni delle “verità” di Stato, per costruire insieme delle buone pratiche di autodifesa da abusi, repressioni e pestaggi, venduti come atti di legalità.

PROGRAMMA

25 Giugno 2010, ore 17.00
Sala della Vaccara, Piazza 4 Novembre, Perugia

Incontro con i familiari e i comitati delle vittime della violenza di Stato

Partecipano:
i familiari e il Comitato Verità per Aldo Bianzino, i familiari di Stefano Cucchi, Assemblea dei parenti, amici e solidali di Stefano Frapporti, DonAndrea Gallo, Comitato “Amici di Alberto Mercuriali”, Cristina Gambini,
sorella di Luca, morto nel reparto S.P.D.C. di Perugia, Checchino Antonini – Giornalista di Liberazione.

25 Giugno 2010, ore 23.00
Centro Sociale Ex-Mattatoio, Via della Valtiera, Ponte San Giovanni Perugia

Reggae DanceHall con One Love hi Powa & LampaDread

26 Giugno 2010, ore 9.30 alle 17.00
Casa dell’associazionismo Via della Viola n°1, Perugia

Una Giornata di riflessione e approfondimento su carcere, sicurezza, proibizionismo, informazione
ore 9.30 – 11.00
Focus 1: Istituzioni Totali – Carceri – Psichiatria

Partecipano:
Nicola Valentino – editrice Sensibili alle foglie
Stefano Anastasia – Ass. Antigone e Forum Droghe
Operatori del C.A.B.S. (Centro a Bassa Soglia) Perugia
Giuseppe Tarallo – Comitato Verità e Giustizia per Francesco Mastrogiovanni

Coffee Break

ore 11.30 -13.30 Focus 2:
Informazione “dopata” – il ruolo dell’informazione nella creazione dello stigma e dell’insicurezza

Partecipano:
Guido Blumir – Sociologo e presidente Comitato Libertà e Droga
Anna Pizzo – Carta
Comitato “Amici di Alberto”
Alessandro Antonini – Giornalista Corriere dell’Umbria
Luca Cardinalini – Giornalista

Pausa Pranzo

ore 15.00 – 17.00 Focus 3:
Buone pratiche di riduzione dei rischi e di autodifesa da abusi, repressioni e pestaggi
Partecipano:
Max Lorenzani – Livello 57 – Alchemica
Osservatorio Antiproibizionista Pisa
Elia de Caro – Avvocato
Sportello Legale – Roma
Alessandro Mefisto Buccolieri – Million Marijuna March
Alberto Sciolari – Pazienti Impazienti Cannabis

26 Giugno 2010, ore 18 Partenza Piazza Partigiani, Perugia

Manifestazione contro le violenze di Stato

Hanno finora aderito: Familiari e Comitato di Federico Aldrovandi
(Ferrara), Centro Sociale strike spa, sn.info sportello antipro (Roma),
coop.Sensibili alle Foglie, Associazione Antigone, Forum Droghe, Carta,
Comitato Stefano Frapporti (Rovereto), Comitato Mastrogiovanni (Vallo della
Lucania), Osservatorio Antipro (Pisa), Rete delle donne Anti Violenza onlus
(Perugia), Comunita San Benedetto al Porto (Genova), Don Andrea Gallo,
Attac Perugia, Centro di Relazioni Umane (Bologna), Forte Prenestino
(Roma), Maria Grazia Negrini, Daniele Barbieri, Collettivo Femminista
Sommossepg/Associazione Tana Liberetutte (Perugia), Csoa Ex Mattatoio
(Perugia), Onda Perugia, Circolo Arci Island (Perugia), Ass. Cantiere
Sociale (Trestina), InclusoMe o.n.l.u.s. (Perugia) , Ponte Solidale
s.c.s.(Perugia),Associazione di promozione sociale 1 + 1 = 3 (Lisciano
Niccone), Associazione culturale Il Colibrì (Umbertide)

comunicato:

“Ci vuole che la lingua abbia il permesso
La mente a dire
Ciò che il cuore sente”

Libertà: stato di chi è libero, condizione di chi ha la possibilità di
agire senza essere soggetto all’autorità o al dominio altrui.

Sicurezza: condizione di chi o di ciò che è esente da pericoli o protetto
da possibili pericoli.

Il Comitato Verità e Giustizia per Aldo Bianzino, promuove due giorni di confronto e riflessione,su autoritarismo, proibizionismo, carcere e sicurezza il 25 e il 26 giugno 2010 per essere agenti di memoria collettiva, e praticare forme di solidarietà attiva che disinneschino nuove richieste di archiviazione e mettano in luce tutte le contraddizioni e le distorsioni delle “verità” di Stato, per costruire insieme delle buone pratiche di autodifesa da abusi, repressioni e pestaggi, venduti come atti di legalità.

Ma LIBERTÀ e SICUREZZA di chi?
Dell’occhio vitreo, di quarzo che ci scruta, ci segue, cattura i nostri gesti, li memorizza e li reinterpreta in mille modi senza che noi ce ne accorgiamo. Nei parcheggi, nelle piazze, nelle strade, al lavoro, alla stazione, allo stadio, al supermercato. Telecamere…. puntate sull’effervescenza sociale, su comunità di pratiche, di espressione di dissenso dal controllo sociale di massa, pronte a generare paure allarmiste, fobie reazionarie e intolleranze sociali,
concentrate a stigmatizzare ogni pensiero critico, stili di vita non conformi all’omologazione e alla regia repressiva segregante e discriminatoria che giustifica il proibizionismo omicida.

L’arma della disinformazione di massa, la produzione di studi scientifici ambigui e tendenziosi utilizzati come base per sviluppare panico, la paura indotta, il controllo sistematico sulle nostre vite e sui nostri corpi e le logiche di ordine pubblico e di criminalizzazione dei comportamenti soggettivi sta limitando pesantemente le nostre esistenze.

Anno 2008: 142 morti.
Anno 2009: 175 morti.
Maggio 2010: 76 morti.
Dal 2000 1.674 morti.

No, non sono i dati di una guerra di bande, sono i morti in carcere in Italia.
1674 morti in carcere mentre fuori dal carcere in questi 10 anni la Cultura della “tolleranza zero”, l’ossessione della sicurezza sono diventati i nuovi dogmi del regime assoggettato alle logiche del profitto e alla chiesa internazionale del proibizionismo.

Prima si crea insicurezza alimentando precarietà, discriminazioni, ingiustizie sociali ed economiche, controlli polizieschi sui posti di lavoro e nelle scuole poi si invoca sicurezza, ordine e disciplina tolleranza zero contro chi subisce queste politiche, siano essi giovani,migranti, consumatori/trici di sostanze, casuali passanti.
Si riempiono le carceri e i centri di detenzione, che sono, sempre più, mezzi per controllare e gestire la società.

Perugia è un laboratorio avanzato di queste politiche: il centro storico con sempre meno residenti e senza aggregati di quartiere stabili, luogo di promozione di grandi eventi commerciali e territorio sempre più militarizzato. Luogo di criminalità organizzata, sede di holding del narcotraffico, riciclaggio di denaro. Usura, “affitti rapina”,
sfruttamento dell’immigrazione e della prostituzione.
Perugia è una città che pratica sperimentazioni di tecniche di controllo sociale che negano il nostro desiderio di relazioni umane paritarie e non mercificate.
E’ tempo di abbattere i muri del moralismo bigotto del salotto buono cittadino, mobilitare i territori e connettere i diversi movimenti, comitati, assemblee e praticare resistenza attiva a tutte le pratiche di controllo sociale e alle leggi proibizioniste e libertiicide come la Fini Giovanardi, la Bossi Fini e la Cirrielli.
Perché non ci sentiamo molto “safe” in uno stato dove ogni giorno si è vittime di violenze vigliacche e di abusi polizieschi protetti. Vittime di una informazione “dopata,” faziosa e chirurgica.
Perché non ci sentiamo per niente “safe”con uno stato che dialoga con il business della reclusione e con gli imprenditori del controllo e della “salute mentale”, le comunità lager e le carceri private; in cui è legale la terapia elettroconvulsiva, … la somministrazione forzata di psicofarmaci,e il ricorso alla contenzione, la restrizione de diritti del lavoro e la precarizzazione delle condizioni di vita, i centri di
detenzione, le carceri e guerra. “War on drugs”trasformate in persecuzione infinita ai consumatori di sostanze psicoattive, connivenza con un sistema economico senza scrupoli che determina tipologie, prezzi e distribuzione di sostanze (sempre più convenienti alle narcomafie) a esclusivo profitto delle lobbies dei narcos e delle multinazionali del petrolio e delle droghe legali.
E intanto nelle istituzioni totali italiane dalle carceri ai reparti psichiatrici agli ospedali psichiatrici giudiziari ai centri di identificazione e di espulsione per i migranti, si verificano abusi e violenze, torture e uccisioni. Si applicano codici
non scritti e procedure operative per mortificare la vita dei reclusi. Si muore in circostanze sospette. Si precipita nel silenzio dell’impunità e nella arroganza del potere.
Questo è successo ad Aldo Bianzino. Morto in nome della sicurezza e del proibizionismo, nel carcere di Capanne il 14 ottobre 2007.
Questo è successo a Giuseppe Ales, Federico Aldrovandi, Alberto Mercuriali. Marcello Lonzi, Manuel Eliantonio, Stefano Cucchi, Riccardo Rasmann, Giuseppe Uva, Niki Aprile Gatti, Stefano Frapporti, Francesco Mastrogiovanni, Simone La Penna, Bledar Vukaj.
Nomi diversi, posti diversi, persone diverse, tutti morti in circostanze simili.
Il comitato verità e giustizia per Aldo Bianzino propone due giorni di riflessione e mobilitazione in cui decostruire il dogma proibizionista con la messa in movimento di politiche dal basso, la diffusione di strumenti e di percorsi di criticità e consapevolezza, la sperimentazione di buone pratiche di riduzione dei rischi e dei danni,
raccontando le nostre città ed i nostri Territori.

Perugia,03/06/2010
Comitato Verità e Giustizia per Aldo Bianzino
www.veritaperaldo.noblogs.org
veritaperaldo@autistici.org

per info sulla manifestazione:
http://www.millionmarijuanamarch.info/

311 CITTA’ NEL MONDO IN MARCIA PER LA LIBERTA’ DI CURA DI COLTIVAZIONE E DI UTILIZZO Di UN PATRIMONIO BOTANICO DELLA UMANITA’:
LA CANAPA

CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELLA EDIZIONE ROMANA DELLA MILLION MARIJUANA MARCH
Sabato 8 maggio 2110, ore 11,30
c/o Studio Ice Badile,via Basilio Bricci 37,
Roma
Interverranno tra gli altri:

– Mefisto – Million Marijuana March- Roma
– Rudra Bianzino
– Enrico Fletzer – Coordinamento europeo per politiche giuste ed efficaci sulle droghe Encod
– Alberto Sciolari – Collettivo Pazienti ed impazienti cannabis (PIC)

Sono stati invitati
– Luca Cardinalini, autore di “Impiccati” Derive & Approdi e Martina La Penna
– Un rappresentante di Fuoriluogo, http://www.fuoriluogo.it/

La million marijuana march e’ un’iniziativa mondiale lanciata nel 1999 dal movimento Cure non guerre da Dana Beal, presente sul sito http://www.cures-not-wars.org. Sbarcatata in Italia il 5 maggio 2001 con la campagna di autodenuncia di massa “Signor giudice ho piantato un seme” che raccolse circa 1100 autodenunce tra Palermo, Milano e Roma dove il 05-05-01 furono consegnate 645 autodenunce assieme ad alcune piantine di cannabis alla caserma dei carabinieri di piazza Venezia da una delegazione di nove persone al termine di una street antiproibizionista partita da piazza della Repubblica e aperta da una delegazione di indiani Lakota. Il giudice per le indagini preliminari prosciolse i nove in istruttoria preliminare stabilendo che non vi era reato e la vicenda si concluse quindi senza conseguenze penali oltre che per la delegazione anche per tutti gli autodenunciati nei confronti dei quali non fu mai iniziata nessuna azione legale. Da allora ogni anno il primo fine settimana di maggio l’Italia partecipa con Roma all’iniziativa mondiale che, partita dalle poche decine di città del 1999, coinvolge nel 311 città del mondo con la richiesta di liberare:

1) i consumatori
2) la medicina
3) una pianta che fa parte del patrimonio botanico del Pianeta.

Comunicato stampa

L’incontro presenterà la decima edizione della Million Marijuana March che partendo da Piazza dei Partigiani raggiungerà, questa volta non solo metaforicamente, la Bocca della Verità. Sottolineiamo non solo simbolicamente ma anche materialmente anche perché quest’anno la Million sarà terreno di sperimentazione di una inedita alleanza con i familiari e le vittime del proibizionismo.

Tra genitori e figli in caso di guerra sono spesso questi ultimi spesso vengono a mancare. E’ prorpio il caso della guerra alle droghe all’italiana di Fini e Giovanardi con leggi scellerate che hanno inutilmente cercato di abolire il principio secondo cui la matematica non è un opinione oltre che ogni tipo di logica, il primo paese al mondo dove dei ciarlatani eletti osano ribaltare il principio di base della medicina moderna secondo il quale “è la dose che fa il veleno” ( Paracelso).

Noi vorremmo promuovere una alleanza o meglio un percorso che noi fondiamo a differenza dei proibizionisti sul rispetto delle differenze, sul terreno della libertà e della ricerca scientifica con la liberazione del potenziale terapeutico, intellettivo ed industriale di una pianta, la cannabis sativa, che costituisce un acclarato patrimonio culturale ed industriale dell’umanità.

La marcia globale per la libertà di cui Roma è il 311 pezzo in rappresentanza di centinaia di milioni di esseri umani, è dedicata a tutte le vittime del proibizionismo uccise o suicidate in luoghi deputati dalla nostra Costituzione a garantire salute, custodia, cure, cautela e sicurezza per tutti e per tutte.

Tutti questi buoni propositi vengono raramente applicati quando si tratta di fare la guerra agli uomini e alle piante. Addirittura in Italia si sono intentati processi agli organizzatori di raduni reggae, una musica accusata di incitare all’uso di canapa.

Saranno presenti alcuni familiari delle vittime di una ondata senza precedenti di trattamenti disumani e degradanti avvenuti nel nostro paese.

Proprio mentre tutti gli studi dimostrano come il proibizionismo sia fallito come dimostra il recente rapporto di Peter Reuter e Franz Trautmann per conto della Comunità europea che dimostra come sui mercati illegali e i consumi la repressione abbia un impatto risibile.

A parte l’Italia in molti paesi europei ma soprattutto nelle Americhe tutto è in evoluzione. L’ondata verde sta sommergendo la California dove sono alcune migliaia di dispensari della cannabis terapeutica. Solo a Los Angeles ne sono sorti un migliaio con circa 3-400.000 pazienti registrati.

In Europa alcuni paesi hanno intrapreso una strada più pragmatica come il Portogallo che ha preso immediatamente contatto con la realtà decriminalizzando il possesso di ogni tipo di sostanza ed incidendo positivamente sui consumi problematici. In Belgio,Slovenia e Repubblica Ceca si è legalizzata la coltivazione per uso domestico anche grazie al lavoro dei cannabis social club. Sorti soprattutto in Belgio e in Spagna .

In California il governatore Schwarzenegger ha solennemente affermato di voler applicare la decisione del popolo di autogovernarsi in termini federali, un fenomeno che vista la immobilità dell’Onu tende a diffondersi sempre di più tra i paesi democratici.

L’Italia continua a fare pena secondo il diktati di leggi come la Fini Giovanardi o la Bossi Fini secondo le quali sono criminalizzate le piante ed anche gli esseri umani.

Saranno presenti per l’incontro con la stampa gli organizzatori della MMM, i rappresentanti dei collettivi dei pazienti che si curano con la cannabis,i famigliari di alcune vittime e degli esponenti della società civile

In questi giorni i media stanno diffondendo questo nuovo ennesimo ALLARME DROGA senza risparmiarci esagerazioni scandalistiche e clamorose inesattezze tipoiche di un paese come l’Italia che ha la legge più proibizionista d’Euoropa in materia di sostanze.

Si veda ad esempio La Nuova Venezia, dove si parla di DANNI CEREBRALI IRREVERSIBILI senza specificare o documentare alcunchè.
Tutto è nato dall’ Allerta grado 2 diffusa dal Dipartimento Politiche Antidroga e giunta a noi il 3 marzo attraverso il Coordinamento Regionale Unità di strada Emilia Romagna, riguardo 6 intossicazioni da cannabinoide sintetico avventute a inizio febbraio nel nord-Italia.
Si tratta essenzialmente di ricoveri in ospedale di giovani in stato confusionale a volte  incoscienti più un caso di una donna di 55 anni già in cura con psicofarmaci. Tutti avevano fumato questa miscela di erbe chiamata N-Joy e acquistata in smart shop come profumatore d’ambiente alludendo con immagini che si dovesse in realtà fumarla senza nessuna ulteriore informazione.
Nessun danno cerebrale irreversibile, quindi, tutti i soggetti sono stati dimessi il giorno dopo senza apparenti conseguenze, ma ci sembra veramente indecente vendere con pubblicità allusive sostanze sintetiche studiate solamente per eludere i controlli polizieschi fregandosene dei reali effetti sulla salute, lucrando sull’ignoranza proibizionista in cui siamo costretti a vivere in questo paese.
Apprezziamo molto la scientificità documentata del Sitema Nazionale di Allerta Precoce costruito sul modello europeo dell’ EMCDDA, ma il dott. Serpelloni, direttore del Dipartimento Antidroga di questo governo, dovrebbe ben sapere che tutta la responsabilità del proliferare delle narcomafie criminali e di questi irresponsabili venditori di fantomatiche nuove droghe è solo delle politiche repressive e probizioniste del suo governo che mirano solo al controllo sociale attraverso la paura e se ne infischiano della nostra salute.

Di seguito la scheda completa dei casi di intossicazione e delle analisi di laboratorio di questo cannabinoide sintetico JWH-018.
Nell’arco di 5 giorni, a partire dal 12 di febbraio, sono stati registrati 6 casi di intossicazione acuta (1 a Milano, 4 a Venezia, 1 a Portogruaro) che hanno necessitato di ricovero ospedaliero a seguito del consumo della miscela aromatica venduta in Internet e smart shops come profumatore ambientale con il nome “n-Joy”.

I soggetti intossicati riferiscono di aver acquistato la miscela via Internet.I risultati preliminari evidenziano la presenza del cannabinoide sintetico JWH-018 (1-pentyl-3-(1-naphthoyl)indole).

1. Il 12 febbraio u.s. alle ore 21.30 è stata ricoverata a Milano donna di 55 anni, che riferiva di aver assunto per via inalatoria (fumo) una miscela aromatica (“erbe per profumare ambiente”) successivamente identificata con il nome di “n-Joy”.
La donna è stata trovata in casa propria in stato confusionale, dopo una probabile crisi comiziale (convulsiva). Portata in Pronto Soccorso, è stata ricoverata in stato di agitazione ed eccitazione e trattata con benzodiazepine. Il soggetto risulta essere affetto da disturbo bipolare ed è in trattamento con valproato di sodio. La paziente ha riferito di aver fumato una miscela aromatica chiamata “N-joy” nel pomeriggio e di aver acquistato il prodotto dal sito www.alkemico.com.

2. Altri 4 casi analoghi sono stati registrati la sera del 16 febbraio a Venezia. Uno dei soggetti, donna di 35 anni, ha contattato il Centro Antiveleni di Pavia cui ha riferito che i quattro avevano fumato la miscela “N-joy”, acquistata da una persona del gruppo dal sito Internet www.n-joyaroma.com. Secondo quanto riferito dalla donna, visitata presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di Venezia, tutti e 4 avrebbero fumato il prodotto e lo avrebbero aspirato 1-2 volte ciascuno. Le due persone che lo avrebbero aspirato solo una volta avrebbero manifestato effetti meno importanti, e sono stati in grado di avvertire i soccorsi.
La donna ha riferito di aver provato un forte stato di agitazione, allucinazioni, percezione alterata del proprio corpo, confusione mentale, parestesie, attacchi di panico e tachicardia. Tali sintomi sono perdurati, in misura minore, anche il giorno successivo. L’informazione è stata confermata anche dal medico che ha preso in carico la paziente in Pronto Soccorso. Gli altri soggetti coinvolti hanno mostrato sintomi analoghi ma di minor intensità, l’età dei 4 soggetti intossicati è compresa tra 25 e 35 anni.

3. Il 25 febbraio, il Centro Antiveleni dell’Ospedale Niguarda Cà Granda ha segnalato di essere stato contattato la notte del 13 febbraio dal Pronto Soccorso dell’ospedale di Portogruaro per un ragazzo di 19 anni che, dopo aver fumato un poutpourry di fiori secchi ed estratti aromatici, giungeva in stato di “insufficienza cerebrale” in ospedale. Il ragazzo ed i suoi amici riferivano di aver già fumato in passato questa sostanza senza però presentare alcun disturbo. Le altre 3 persone che erano con lui non hanno manifestato sintomi nemmeno in questa circostanza. In questo caso, gli esami tossicologici hanno rivelato una leggera positività per THC. La mattina successiva il ragazzo ha ripreso conoscenza ed è stato affidato ai genitori. Intervistato dal medico, aveva riferito che la miscela fumata si chiamava “n-Joy”.

Il 24 febbraio il Sistema Nazionale di Allerta Precoce è entrato in possesso della miscela “n-Joy” direttamente dalla rete di vendita. Il prodotto è stato analizzato dal laboratorio di Medicina legale dell’Azienda Ospedaliera Integrata di Verona e dal Laboratorio Antidoping di Orbassano (TO).
Le analisi preliminari della miscela effettuate in GC-MS hanno messo in evidenza
cromatogrammi nei quali erano presenti lo ione molecolare (m/z 341) e molteplici frammenti riferibili alla molecola nota come JWH-018 (1-pentyl-3-(1-naphthoyl)indole), come componente principaledell’estratto. Tale analita era presente in tutti gli estratti finora analizzati. Una stima della concentrazione di tale principio attivo si può valutare in circa 10 microgrammi/mg di materiale di origine (ulteriori accertamenti sono in corso).
Da un’indagine condotta dal Sistema Nazionale di Allerta precoce, il prodotto “n-Joy” viene venduto su siti Internet di smart shops italiani. Viene generalmente inserito nella categoria “smart drugs”, sottocategoria “blends”.“N-Joy” viene promozionato come una miscela aromatica con estratti di prodotti vegetali. Viene descritto come articolo non destinato al consumo umano, ma le immagini che lo pubblicizzano riportano giovani nell’atto di fumare. Il suo costo è di 20-25 € per 2 grammi di prodotto.

Scheda tecnica “JWH-018”

Nome
1-Pentyl-3-(1-naphthoyl)indole (JWH-018)

Formula di struttura
C24H23NO

Aspetto
JWH-018 è un composto secco, marrone, leggermente appiccicoso e grumoso. Allo stato grezzo è estremamente denso con colorazione più scura nelle porzioni che appaiono più dense. Dopo semplice triturazione o per cristallizzazione, l’aspetto varia notevolmente. Tagliando con una lama affilata si ottengono dei fiocchi di un colore marrone chiaro. Cristallizzando lo stesso campione, si ottengono dei cristalli fini di colorazione marrone ancora più chiara, forma nella quale spesso viene distribuito il
prodotto.

Farmacologia

L’ aminoalchilindolo JWH018 è un ligando del recettore cannabinoide 1 (CB1) ed inibisce la produzione di cAMP nelle cellule CHO che esprimono il recettore CB1. Sperimentalmente gli autori hanno studiato l’effetto del JWH018 sulla trasmissione neuronale in colture di neuroni dell’ippocampo per verificare la cascata di risposta dei recettori CB1 attivata dal composto.
Il JWH018, principale componente di numerose preparazione vegetali (herbal mix) commercializzate per i loro effetti psicoattivi, si è dimostrato essere un potente ed efficace agonista del recettore CB1 ed è in grado di attivare diversi segnali di risposta. Quindi, presumibilmente, concludono gli autori, gli effetti del prodotto “Spice” sono dovuti all’attivazione
del recettore cannabinoide CB1 da parte del JWH018, addizionato alla miscela di erbe.

Effetti
Gli autori dell’articolo descrivono un caso di astinenza fisica e sindrome da dipendenza sviluppata dopo il consumo di “Spice.” Nello specifico, un paziente di 20 anni ha riportato di aver fumato “Spice Gold” ogni giorno per 8 mesi. Ha sviluppato tolleranza e velocemente aumentato la dose a 3 g al giorno. Provava un continuo desiderio per la sostanza e continuava ad usarla nonostante lo sviluppo di disturbi cognitivi persistenti. L’uso della sostanza lo ha allontanato dalle attività lavorative. Lo screening sulle urine era negativo al momento dell’ingresso in ospedale. Tra il quarto e il settimo giorno in ospedale, ha sviluppato profonda agitazione, craving, incubi notturni, sudorazione, nausea, tremori e cefalea. La sua pressione sanguigna è rimasta elevata per 2 giorni con valori massimi pari a 180/90 mmHg accompagnata da una frequenza cardiaca di 125/min. Il paziente ha dichiarato di aver provato sintomi simili, qualche settimana prima, a causa di indisponibilità del prodotto e che tali sintomi erano scomparsi dopo aver consumato nuovamente il prodotto “Spice”. Gli autori interpretano i sintomi come sindrome di astinenza corrispondente ai criteri dell’ICD-10 e del DSM-IV. La sindrome di astinenza fisica osservata somiglia fortemente a quella che si manifesta nel caso della dipendenza da cannabis. Gli autori ipotizzano che la sindrome descritta dal paziente fosse dovuta all’assunzione di cannabinoidi sintetici come il JWH-018 e il CP 47497 presenti nello “Spice Gold”. Gli autori inoltre evidenziano il fatto che sia il JWH-018 che il CP-47-497 non sono mai stai studiati in termini di tossicità e sicurezza, sull’uomo.

1 FONTE:
• Pub Med
• ISS
• EMCDDA

Atwood BK, Huffman J, Straiker A, Mackie K. JWH018, a common constituent of ‘Spice’ herbal blends, is a potent and efficacious cannabinoid CB(1) receptor agonist. Br J Pharmacol. 2010 Jan 22. [Epub ahead of print]
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20100276

Zimmermann US; Winkelmann PR,Pilhatsch M, Nees JA, Spanagel R, Schulz K. Withdrawal phenomena and dependence
syndrome after the consumption of “spice gold”. Dtsch Arztebl Int. 2009 July; 106(27): 464–467.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2719097/


Roma, 7 Novembre 2009:
Manifestazione di denuncia della vicenda di Stefano Cucchi, barbaramente massacrato e ucciso dalla polizia in carcere.

CHI HA UCCISO STEFANO CUCCHI? LA RISPOSTA UFFICIALE E’ SEMPRE LA STESSA: NESSUN COLPEVOLE, NESSUN RESPONSABILE. LA STORIA DI STEFANO E’ UNA STORIA COME TANTE. PER POCHI GRAMMI DI FUMO VIENE ARRESTATO, PICCHIATO E UCCISO IN UN COMMISSARIATO. UCCISO DALLA LEGGE FINI-GIOVANARDI. UCCISO DAL SISTEMA SANITARIO. UCCISO DALLO STATO.

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Sabato 27/02/2010

Benefit Party di auto-finanziamento per il progetto Lab57-Alchemica
La tribe torinese Revolt 99 protagonista della scena free-party Tekno degli ultimi anni nel nord ovest italiano è graditissima ospite dello spazio autogestito Xm24 per una serata danzante
Break/Elettro/Drum/Tek a sostegno del Laboratorio Antiproibizionista di Bologna che spesso è intervenuto nella scena rave torinese.
I REVOLT99 rappresentano un’esperienza molto particolare e quasi unica in Italia perchè al loro interno sono presenti operatori di strada di un progetto Piemontese, Neutravel, che lavora su base regionale e oltre intervenendo specificamente nei Rave parties auto-organizzati praticando la risuzione dei rischi secondo modalità molto vicine allo spirito del Lab57, che infatti è stato invitato diverse volte a effettuare docenze formative a Torino.

inizio ore 23:00

Ex mercato 24 – via Fioravanti 24 – Bologna

http://isole.ecn.org/xm24/article/1265/0227-sabato–lab57laboratorio-antiproibizionista–

Un viaggio nel controverso mondo dei rave parties illegali
insieme al LAB57 ALCHEMICA e MEDICIN DU MONDE:
tutto quello che avete sempre voluto sapere e non avete mai osato chiedere…
Video girato durante l’intervento del Lab57 al  free party Tekno  dei
Mad Factory, Pyrotek, Nonem di giugno 2009 in Liguria

Una produzione TELEIMMAGINI !!!

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