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Cannabis Legale? Vittime del proibizionismo e speculatori

https://lafinedelmondoproibizionista.wordpress.com/2017/05/15/cannabis-legale-vittime-del-proibizionismo-e-speculatori/

Serve fare chiarezza rispetto a ciò che si sta delineando ultimamente nell’ambito della lotta antiproibizionista. Una lotta che va avanti dal basso da ormai più di 20 anni e che ha sempre rappresentato le istanze di chi usa sostanze, di parte di quel mondo degli operatori che lavorano su prevenzione e riduzione del danno, e più in generale di quella società che si definisce “civile” e che riconosce e ammette il fallimento della guerra alla droga. Le varie reti che negli anni sono nate hanno promosso nei territori eventi contro-culturali di sensibilizzazione, mobilitazioni di piazza e sperimentazioni di modelli e pratiche in grado di superare il dogma proibizionista e i danni che porta con sé. Prendendo spunto da esperienze simili in Europa e nel mondo, si sono affacciate anche da noi le prime coltivazioni no-profit di cannabis condivise, l’analisi delle sostanze nei luoghi di consumo, le stanze dell’uso sicuro e si è parlato di somministrazioni controllate di droghe pesanti. In modo molto simile nel ventennio precedente erano nati i primi drop-in, le unità di strada, i programmi di scambio delle siringhe e l’impiego di farmaci sostitutivi. Pratiche che ancora oggi faticano ad affermarsi o partire veramente (come l’analisi sostanze e le stanze uso-sicuro) e dove funzionano bene e sono implementate nei servizi pubblici e del privato sociale, è stato spesso grazie a gruppi di attivisti/operatori che avviandole in modo auto-organizzato ne hanno poi dimostrato la validità e l’efficacia a livello istituzionale. Tutti questi movimenti fronteggiavano una politica istituzionale fortemente ideologica ed insensibile alle evidenze scientifiche, che negli anni ha veicolato una cultura che ha prodotto le peggiori atrocità, trasformando la già di per sé assurda guerra alla droga in guerra a coloro che ne fanno uso. Restituire dignità a queste persone e alla società intera sembrava ciò che muoveva e motivava questi primi pionieri, a fronte di un’insensibilità generale per il tema.

Oggi i tempi e la cultura sono cambiati , numerosi Paesi stanno collassando a causa di anni di politiche sbagliate sulle droghe, e si guarda ad un cambiamento globale di prospettive che fatica ad arrivare nonostante si stiano muovendo piccoli ma significativi passi. In Italia, nonostante l’abrogazione nel 2014 della legge Fini-Giovanardi, la più vergognosa e repressiva in materia di sostanze, sembra che di fatto poco o nulla sia cambiato e che si sia prodotta una situazione di stallo molto rischiosa, tornando alla vecchia legge 309 del 1990, Le politiche continuano a basarsi principalmente su repressione e controllo sociale del tutto inefficaci, le carceri rimangono sovraffollate, ed i trend dei consumi si diversificano trovando i servizi di cura del tutto impreparati ad accogliere nuove forme di “disagio”. E le mafie fanno soldi gestendo un mercato illegale delle droghe di diversi miliardi di euro annui che le fortifica sempre più.

Di fronte a questo stato di cose, politici vecchi e rampanti si coalizzano uniti solo dalla ricerca di consenso facile e visibilità, così da oltre un anno ristagna in parlamento una proposta di legge solo sulla cannabis, di cui si vorrebbe fare un improbabile monopolio di Stato senza prevedere realmente la coltivazione per uso personale, unico vero antidoto alle NARCOMAFIE. Fin qui poco di cui stupirsi, sappiamo benissimo come funziona da sempre il gioco della politica istituzionale, mossa da interessi ed insensibile ai reali bisogni della popolazione. Ciò che invece stupisce è che queste azioni vengano sostenute non solo da partiti politici che ormai hanno smarrito il senso del loro esistere, ma anche da gruppi, associazioni, finti coordinamenti che affermano di rappresentare parte della società e di chi usa sostanze. Ci troviamo quindi di fronte ad una situazione peculiare oltre che paradossale. Da un lato un movimento antiproibizionista che rivendica e rappresenta un cambiamento radicale, in grado di riempire le piazze e di mandare avanti dal basso pratiche legate alla promozione della salute. Dall’altro invece speculatori senza arte né parte, sedicenti luminari e super-esperti, scrittori sponsorizzati, etc.., interessati esclusivamente alla legalizzazione della cannabis, magari in un regime di monopolio (?!), organizzando decine di fiere commerciali e dibattiti pilotati con gli unici obiettivi di portare voti e visibilità ai politici che invitano e naturalmente vendere a caro prezzo i prodotti derivati dalla canapa legale. Nessun accenno né preoccupazione minimamente verso i temi realmente importanti che riguardano le decine di migliaia di vittime del proibizionismo: la depenalizzazione completa dell’uso personale e libertà di coltivazione, la revisione di tutto l’apparato amministrativo che sanziona pesantemente e discrimina spesso solo chi usa cannabis alla guida e sul lavoro, l’avvio di sperimentazioni di pratiche efficaci in linea con i dati e le crescenti evidenze scientifiche in materia.

Una recente mobilitazione antiproibizionista di piazza svoltasi a Torino e lanciata da questa rete, la CANNABIS STREET PARADE, cui hanno partecipato diverse migliaia di persone, comunicativa ed in piena sintonia con la città, è stata strumentalizzata per la presenza su uno dei carri allegorici realizzati per l’evento, di due fantocci di poliziotti appesi ironicamente sul cofano un furgone .
Ce lo aspettavamo dai sindacati di polizia, gli stessi che plaudono ai loro colleghi assassini quasi sempre impuniti che ammazzano da decenni chi solo è sospettato di usare “droga”( omicidi Cucchi, Aldrovandi, Bianzino, etc..); ce lo aspettavamo da esponenti del PD che ovunque ormai sono in affari con ogni tipo di mafie e in città come Torino e Bologna hanno realizzato le peggiori “porcate” speculative svendendo interi quartieri a banche e palazzinari amici, al prezzo di sgomberi indiscriminati e nuovi “mostri” edilizi spesso incompiuti. D’altronde si indignano per un carro allegorico il cui intento era unicamente mettere in scena i troppi crimini perpetuati da chi si dovrebbe occupa di tutelare l’ordine pubblico e non certo quello di istigare all’odio, alla violenza gratuita o addirittura al terrorismo come qualcuno ha osato affermare, in modo strumentale certo. Peccato che questi personaggi non hanno mai speso una parola di condanna per gli assassini veri, sottoprodotti di una deriva culturale veicolata da leggi liberticide e politiche fatte di repressione e controllo sociale, fomentatrici di odio, violenza, terrore e tanti troppi suicidi. Gli stessi sindacati di polizia che forti di coperture politiche nel palazzo, rifiutano i numeri identificativi sulle divise e una legge per il reato di TORTURA.
Non ce lo aspettavamo però da quei movimenti per la legalizzazione della cannabis che in questo frangente hanno pensato bene di sparare giudizi e sentenze contro la nostra iniziativa, se non altro per ricordare a se stessi e al mondo che esistono. Addirittura prendendo in certi casi le difese dei tutori dell’ordine, che hanno invitato ad aderire alle loro prossime iniziative, senza che questi sedicenti “attivisti” avessero mai dato segni di indignazione o sgomento di fronte alle continue e ripetute perquisizioni poliziesche con cani nelle scuole(con tragiche conseguenze come a Lavagna) o davanti a concerti o ad eventi musicali per scovare pochi grammi di sostanze. Le forze dell’ordine non sono certo la legge, ma il braccio armato che la fa rispettare, e basta leggere i giornali e guardare i dati per renderci conto della triste e assurda realtà. Siamo uno dei Paesi più corrotti del mondo e reati legati alla corruzione che producono danni sociali enormi passano spesso impuniti, mentre si criminalizzano stili di vita, fragilità e diversità. Sappiamo bene chi sono gli alleati e chi i nemici in questa lotta; indipendentemente dagli obiettivi e dalle modalità scelte, certamente non può esserlo chi mistificando la realtà e probabilmente per interesse infanga perfino i nostri morti, proponendo alleanze con rappresentanti che plaudono ai loro aguzzini. Noi con le autorità non saremo mai complici e nelle piazze denunceremo sempre i loro crimini, come abbiamo sempre fatto e nel modo che più ci piace. Consapevoli sempre di più che ormai le rivendicazioni sono sorde ad una politica istituzionale interessata ad altro, e che il cambiamento dobbiamo rappresentarlo riprendendoci ciò che reputiamo giusto e ciò che ci spetta.

20 Maggio tutt@ a Canapisa!

Rete nazionale “Fine del mondo proibizionista”

>>> Il Lab57  sarà presente con la postazione chill-out , info point SOStanze, Primo Soccorso,  analisi sostanze…!!!! <<<

SABATO 20 MAGGIO – CANAPISA STREETPARADE 2017

https://www.facebook.com/events/424520327885914/
Iscrivetevi all’ evento e condividetelo con tutti i vostri amici e amiche per darci una mano a portare in strada piu’ gente possibile.

Video Promo Canapisa 2017
https://www.facebook.com/osservatorioantiprocanapisa/videos/1226679974097438/

Scendiamo in piazza gioiosamente illegali per dire NO al proibizionismo che massimizza i danni senza dare soluzioni !

Contro leggi liberticide che puniscono e reprimono i comportamenti e le libertà individuali di ognuno di noi. Per riaffermare il diritto di autodeterminazione sui nostri corpi e sui nostri stili di vita.

Contrastiamo la medicalizzazione della società di cui coercizione psichiatrica, trattamenti sanitari obbligatori (T.S.O.) ed elettroshock sono simboli emblematici.

Contro ogni proposta di monopolio statale e per sconfiggere le narcomafie, rilanciamo l’auto produzione come unica soluzione!

Contro la cultura securitaria, la carcerazione di massa, il controllo sociale utile solo a fomentare un’assurda guerra tra poveri funzionale esclusivamente al potere.

Per l’immediata disponibilità e gratuitá dei fiori di cannabis per i pazienti con indicazione terapeutica certificata.

Sosteniamo la campagna #quellerbaèanchemia in difesa e sostegno del csoa Gabrio e di tutti i liberi coltivatori colpiti da solerti tutori del disordine.

Richiediamo che la canapa venga considerato un bene comune dell’umanità.


NO BORDERS, NO COPS, NO WARS, NO MORE SLAVE!!!
RIPRENDIAMOCI LE STRADE!!! COLTIVIAMO IL NOSTRO FUTURO ALLA LUCE DEL SOLE!!!

Music Trucks

– Canapisa Crew

– Offlabel

– DYZ Crew

  – CSA Gabrio Torino

–  CSA TDN – Genova

  – La Cupa Spazio Autogestito

 – Ex Macello

– Urban Truck

– Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

  – LAB 57 – Riduzione del danno + Analisi sostanze

– EXTREME – Progetto regione Toscana di riduzione del danno

CONCENTRAMENTO ORE 16 IN PIAZZA SANT’ ANTONIO – PISA

Iscrivetevi all’ evento e condividetelo con tutti i vostri amici e amiche per darci una mano a portare in strada piu’ gente possibile.

PER MAGGIORI INFO
www.osservatorioantipro.org

>>> Il Lab57  sarà presente al corteo col suo camper chill-out mobile , info point SOStanze, Primo Soccorso,  analisi sostanze <<<

INFO STREETPARADE 20 MAGGIO 2017

Canapisa è una manifestazione antiproibizionista che lotta per un consumo critico e consapevole delle sostanze e per la diffusione di politiche e pratiche di riduzione del danno. In tal senso chiediamo a tutt* di manifestare gioiosamente e festosamente nel rispetto di alcune regole fondamentali:

– Solo i furgoni concordati in assemblea potranno partecipare alla street ed avranno libero accesso all’area di arrivo, comunicando le targhe

No vetro – no business – no pushers

– L‘acqua sarà distribuita gratuitamente da ogni furgone

– Riduci il danno!…non bere superalcolici ed evita mix rischiosi!!!!!!!!!

SARANNO PRESENTI PER TUTTO IL PERCORSO 3 Camper CON OPERATORI e MEDICI DI RIDUZIONE DEL DANNO ai quali rivolgersi per eventuali malori o info.

– Lasciate i cani a casa… stanno meglio lì……

– Chiediamo a tutt* di manifestare pacificamente e gioiosamente senza causare spiacevoli inconvenienti

– TERMINEREMO ALLE ORE 24 ….. chiediamo di rispettare l’orario concordato e collaborare nel liberare l’area di arrivo.

Si prega di allontanare dalla manifestazione chi non rispetta le regole comuni stabilite e cerca di approfittare dei nostri sforzi di gestione della giornata

STIAMO LOTTANDO CONTRO IL PROIBIZIONISMO E AFFINCHE’ CANAPISA CONTINUI QUESTA BATTAGLIA POLITICA, TI CHIEDIAMO DI MANTENERE UN PROFILO PACIFICO E RISPETTOSO DELLE PERSONE E DEL CONTESTO CIRCOSTANTE!!!!

 

AUTOPRODUZIONE CONTRO MAFIE E NARCOTRAFFICO
———————-

• Autoproduzione per contrastare e sconfiggere mafie e narcotraffico
• Per fare sentire la voce di chi non vuole più subire il ricatto dell’inganno proibizionista
• Contro lo strapotere delle mafie che esistono proprio grazie al narcotraffico
• Per riaffermare il diritto di autodeterminare i nostri corpi e le nostre vite
• Contro leggi liberticide che quotidianamente uccidono, arrestano e controllano
• Per riappropriarci della coltivazione della cannabis, storica pianta nostrana
• Contro politicanti e speculatori che vorrebbero farci un business
• Per una spinta radicale dal basso contro l’indifferenza della politica istituzionale ormai orientata unicamente ai profitti

RI-ORGANIZZIAMOCI ED ALZIAMO LA TESTA!
PARTECIPA, NON DELEGARE CHI NON TI RAPPRESENTA!

 

CANNABIS PARADE E CANAPISA

E’ giunto il momento di scendere nelle nostre strade, nei nostri parchi e nelle nostre piazze per riaffermare quel diritto ad autodeterminare i propri corpi e le proprie vite che leggi liberticide e decreti fascisti limitano sempre di più. Ci vogliono consumatori asserviti al mercato e a speculatori senza scrupoli pronti a farsi in quattro pur di venderci qualcosa, e chi non ha nulla da comprare o non vuole farlo, viene sorvegliato, punito, allontanato perché rovina il decoro urbano. Se diversi quartieri delle nostre città si apprestano a diventare centri commerciali a cielo aperto eliminando quei pochi spazi di socialità che restituiscono dignità a chi li abita, altri sono vittime dello spaccio di droga, organizzato e gestito dalle mafie nostrane che trovano in questa attività il sostentamento economico necessario per la loro sopravvivenza. In questo scenario politiche fallimentari insistono con l’inutile azione repressiva che sperpera denaro pubblico, non ha alcuna efficacia in termini di abbassamento di domanda ed offerta, e finisce per alimentare il gioco del narcotraffico che solo in Italia vale diversi miliardi di euro. Secondo questa insensata logica vengono quotidianamente sguinzagliati poliziotti con cani antidroga nelle scuole alla ricerca di pochi grammi di cannabis, pratica di controllo che nulla ha a che vedere con la prevenzione vera che andrebbe fatta parlando agli studenti di droghe, effetti che producono e dei rischi che si corrono.

E’ ideologico punire senza educare, o peggio dire che si fa educazione punendo, ma tutto questo è tutt’altro che efficace e porta con sé diversi effetti collaterali che pesano sempre di più sulle nostre vite. Serve cambiare registro, e serve farlo in fretta ora che i pionieri del proibizionismo in Italia hanno tolto la maschera e rivelato gli sporchi interessi che c’erano dietro la loro folle ideologia, imposta con l’inganno nonostante i dati e le evidenze scientifiche. La politica istituzionale oggi ci illude con proposte di legge che vorrebbero fare della cannabis un monopolio, non rendendosi conto che una legge sulle droghe obsoleta e dannosa come quella attuale andrebbe cancellata totalmente. Così come non si rende conto che l’uso di sostanze non può essere sanzionato né penalmente né amministrativamente e che non serve riempire carceri di piccoli spacciatori che non incidono minimamente sul mercato nero delle droghe. Siamo consapevoli di essere ancora lontani da una riforma radicale di leggi e politiche in materia di droghe, e per questo sentiamo la necessità di mobilitarci dal basso, non per spingere verso un cambiamento, ma rappresentandolo rifiutando l’inutile delega politica. E lo facciamo riappropriandoci della coltivazione di cannabis per uso personale, pianta che ha sempre fatto parte della nostra cultura ed è adesso illegale nonostante la sua enorme diffusione.

Un primo passo necessario per uscire dal ricatto proibizionista e sperimentare strade alternative: quei Paesi che hanno fatto scelte di questo tipo hanno migliorato le proprie condizioni di vita in poco tempo. E lo hanno fatto depenalizzando realmente il consumo ed implementando pratiche in grado di promuovere il benessere di tutte le persone nelle rispettive comunità, che usino sostanze o meno: dalla diffusione dell’ analisi delle sostanze nei luoghi di consumo, alle stanze del consumo “sicuro”, alle somministrazioni controllate; oppure sperimentando produzione e distribuzione di cannabis come nel modello dei cannabis club, dei dispensari o dei coffe shop. Abbiamo bisogno di essere pragmatici, di mandare avanti ciò che funziona e di rivedere le pratiche inutili, costose e dannose.

In questo ci riconosciamo e rivendichiamo la Carta di Genova https://lafinedelmondoproibizionista.wordpress.com/2014/05/12/carta-dei-diritti-delle-persone-che-usano-sostanze/ , documento che abbiamo sottoscritto 3 anni orsono e che rappresenta le nostre istanze, ciò che dal basso vogliamo raggiungere. Se è pura illusione pensare di educare e responsabilizzare con il controllo e la repressione, lo è ancora di più credere di poter curare esclusivamente con l’approccio farmacologico. Eppure dati recenti ci parlano di un aumento considerevole della somministrazione di neurolettici, antidepressivi e ansiolitici pubblicizzati e/o prescritti ormai con troppa facilità minimizzando i tremendi effetti collaterali che producono.

La psichiatria sembra essere l’unica risorsa di un sistema che ha rinunciato ad investire nella promozione della salute e tende a scaricare sull’individuo il crescente disagio creato dal sistema sociale sempre più disumano e mortificante, inventando nuove “patologie mentali” in cui incasellare le diversità. Aumenta così il controllo sociale e parallelamente l’introito delle industrie del farmaco.
Rileviamo inoltre come i servizi per le tossicodipendenze siano improntati esclusivamente al trattamento dell’uso di sostanze ormai obsolete e fatichino ad intercettare i nuovi stili di policonsumo sempre più sfuggenti. Mentre pratiche come la riduzione del danno, riconosciute dalla comunità scientifica come pilastro delle politiche sulle droghe ed entrate recentemente a pieno titolo nei livelli essenziali di assistenza , fanno sempre più fatica a convivere con la logica del controllo imposta da patti locali per la sicurezza; politiche che producono giudizio, stigma ed isolamento nei confronti di chi usa sostanze, e che non permettono di mettere in relazione un comportamento già di per sé a rischio, causando un sommerso molto pericoloso. L’oscurantismo paternalista che considera istigazione al consumo anche solo parlare di sostanze ai più giovani è qualcosa che va superato al più presto, così come è necessario recuperare quella cultura in grado di proteggere chi ne fa uso senza la quale le droghe diventano merci da vendere al prezzo migliore ed in tutto il mondo: solamente la riappropriazione della coltivazione delle piante psicotrope da cui le droghe si ricavano e dei saperi ad esse legate, e la diffusione massiccia di pratiche come l’analisi delle sostanze, possono rovinare gli sporchi affari delle narcomafie che prosperano grazie al regime proibizionista. Siamo stanchi e siamo stanche di subire tutto questo, non vogliamo più pagare una guerra alla droga che ci sta decimando, e sappiamo bene per l’ennesima volta che dobbiamo lottare e metterci la faccia, per il nostro futuro e per quello dei nostri figli.

Cannabis Parade- Torino 29 Aprile 2017
Canapisa – Pisa 20 Maggio 2017

Network Nazionale Antiproibizionista- Fine del mondo proibizionista

PER LE BANCHERELLE : contattare canapisa#inventati.org
PRESTO TUTTE LE INFO , SEGUITECI SU QUESTO EVENTO oppure su :

www.osservatorioantipro.org

Osservatorio Antiproibizionista-Canapisa Crew.

… WORKING PROGRESS , STAY TUNED !

https://www.facebook.com/events/1967448250154558/

13.05.2017 Out Of Control PsyFamily & Different Reality presentano

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►►ॐ OUT OF REALITY ॐ◄◄
FULL MOON PSYCHEDELIC OPEN AIR PARTY
PsyFreaks back in da squat – Psy Benefit Party for squat and refugees

▻ ॐ 100% PSYTRANCE PARTY: DARK PSY / FULL ON / FOREST / HITECH ॐ ◅
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★ LAZZARETTO AUTOGESTITO – BOLOGNA ★
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▄█ PSYCHEDELIC STAGE – LINE UP █▄

GOVINDA  (Psy-Twilight / BELIEVE LAB)
https://soundcloud.com/dj-govinda-believe
www.believelab.org
https://www.facebook.com/djgovindabelieve/

R-ALIEN  – LIVE SET – (Dark Psy Forest / OUT OF CONTROL – UNREAL STATES MUSIC)
https://soundcloud.com/r_alien

SIR  (Dark Progressive & PsyTrance DjSet / DIFFERENT REALITY)
https://soundcloud.com/diegootto/mix-psyprog-5-2014-138-bpm

PSYWAVE (Shammy vs. Flo)  (Full on Morning / DIFFERENT REALITY.)
https://soundcloud.com/florix
https://www.facebook.com/psywave/?fref=ts

ZENO  (Dark Psy – Experimental – HighTech / OUT OF CONTROL )
https://soundcloud.com/zenoart
https://www.facebook.com/zenopsy/?fref=ts

FOREST HARMONY  (Full on Twilight – Dark Psy / OUT OF CONTROL – FUSION BOOKING) Brazil
https://soundcloud.com/forestharmony

SAEROS  (Dark Psy Forest / PSIKOPATIK TRIBE)
https://soundcloud.com/saeros-aka-rubbio

DARIO  (Full On / PSYFLY TRIBE)

Uv decoration by
Different Reality DECO & FreakzFlowers Art – Psychedelic Art & Decorations

Video Mapping by
Nicolò BrainFrog Miglietta

Line up chiusa – No richieste per suonare per favore

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(:…◁◄✿♡♫ ♬♪♫ ♬♪♩♡✿►▷…:)

ॐ ONLY FOR POSITIVE PEOPLE ॐ

I PRINCIPALI VALORI DELLA PSY-CULTURE:
***Rispetto reciproco***
***Non Violenza***
***Umiltà***
***Dare senza aspettarsi contropartite***
***Tolleranza per chi ha gusti o valori diversi dai tuoi***
***Antirazzismo / Antifascismo***

Dovrebbe essere inutile ripeterlo… ma repetita iuvant… RISPETTA IL POSTO e NON LASCIARE SPORCIZIA!!!

TRANCE BECAUSE OF DANCE, NOT BECAUSE OF DRUGS!

(:…◁◄✿♡♫ ♬♪♫ TRANCE DANCE IS ACTIVE MEDITATION ♬♪♩♡✿►▷…:)

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START H. 23.30 PUNTUALI

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▄█ P A R T Y – A R E A █▄

► 1 BIG OUTDOOR STAGE

► VISUAL MAPPING

► 8 KW SOUNDSYSTEM

► PSYCHEDELIC UV DECO & ART BY FREAKZFLOWERS & Different Reality DECO:
https://www.facebook.com/outofcontrolpartydeco/?fref=ts

► PSY SHOPS

► CHAI TEA & FOOD POINT

▄█ I N F O – L I N E & LINKS █▄

► Facebook: Out Of Control PsyFamily
► 3484604363
► Out Of Control psyfamily Youtube Channel: https://www.youtube.com/channel/UCx6F9keQfIho5_zbBCHbT0A

▄█ L O C A T I O N █▄

►►► Lazzaretto Autogestito – Via Fiorini 12 Bologna

C O M E A R R I V A R E :
► TAXI LOW COST(se siete a piedi da centro o stazione sicuro è la soluzione migliore)
– 3270639459 COBRA (navette anche da 5-7-9 posti)
– 342 121 5422 NAVETTE ZERO STRESS
– 3404999138 FET NAVETTA

► BUS
Da Stazione centrale 3 soluzioni:
– BUS 21 SAN SISTO da Stazione Centrale prendere bus n21 SAN SISTO scendere dopo 20 fermate a CARNACINI e proseguire per 2 km a piedi verso via Pietro Fiorini 12
– BUS 20 da Stazione Centrale dirigersi a piedi verso fermata MILLE (66 mt) e prendere il 20 PILASTRO scendere dopo 14 fermate a DELEDDA e proseguire per 1,9 km verso via Pietro Fiorini 12
– BUS 14 Stazione Centrale dirigersi a piedi verso fermata MILLE (600 mt) e prendere il 14 PILASTRO e scendere dopo 22 fermate a SIGHINOLFI e proseguire per 1.9 km a piedi verso via Pietro Fiorini 12

DAL CENTRO DI BOLOGNA CONVIENE
– BUS 20 PILASTRO da via IRNERIO scendere a DELEDDA e proseguire 1,9 km a piedi verso via Pietro Fiorini 12

Giovedì 11 Maggio
alle ore 19,30

Spazio Pubblico Autogestito Xm24
Via Fioravanti 24, 40129 Bologna

Lab57 – Laboratorio Antiproibizionista Bologna
presenta
LA STANZA PROFONDA, nuovo romanzo di Vanni Santoni, autore di Muro di casse e Gli interessi in comune.
rassegnone stampa:
https://sarmizegetusa.wordpress.com/la-stanza-profonda-rassegna-stampa/


Vanni Santoni presenta il suo ultimo romanzo, “La stanza profonda”, con il quale la casa editrice Laterza per la prima volta nella sua storia concorre al Premio Strega.

 

Una piccola città di provincia, un garage. Un gruppo di ragazzi che ogni martedì si incontra per giocare di ruolo. Per vent’anni, mentre fuori la vita va avanti, il mondo cambia, la provincia perde di senso e scopo. Desiderio di fuga o forma di resistenza? Quel continuo tessere mondi prende i contorni dell’opposizione a una forza centripeta che, come il “Nulla” della Storia infinita, divora il fuori, vaporizza la città, il paese, le relazioni, le vite. Un romanzo ibrido, tra il memoir e l’affresco sociale, per raccontare la storia di un passatempo nato esso stesso in un garage e arrivato a gettare le basi non solo di un immaginario divenuto egemone ma anche di una parte consistente della realtà che viviamo ogni giorno semplicemente usando Internet.

Le info per la prossima bolla saranno pubblicate su questa pagina
https://labolla.noblogs.org/
alle 23 di sabato sera!
se vuoi riceverle per mail iscriviti alla newsletter bolla!

La musica finirà alle 17

Abbiamo deciso di non usare più i social network, Fuckbook per primo.

Supporta la Bolla, diffondi le info: Il tuo contributo è fondamentale!

Per ricevere info e aggiornamenti sulle nostre iniziative iscriviti alla newsletter scrivendo all’indirizzo:

labolla@canaglie.org

con oggetto ISCRIVIMI

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In Bolognina come a Tivoli (Kingston) la legalità annienta la giustizia
Benefit a sostegno delle spese legali dei familiari e delle vittime del ‘massacro di Tivoli’, del maggio 2010 a Kingston in Jamaica.
A cura di Radio Cine_Mercato & XM24
https://www.facebook.com/events/705866582949606/

Breve storia dei fatti:
Il quartiere di Tivoli, a Kingston in Giamaica, nasce negli anni ’60 per volere di Edward Seaga, leader storico del Jlp (Jamaica Labour Party) legato ai repubblicani Usa, che ne fa la sua fortezza personale e presidio di controllo elettorale, trasformando una bidonville in una comunità con scuola, clinica e giardini.
Negli stessi anni, Michael Manley, Pnp (People National Party) gli contrappone Trench Town, un’altra bidonville riqualificata. Manley, negli anni ’80 durante il suo governo, stringe un’alleanza con Fidel Castro che gli costa il sabotaggio di Reagan, il fallimento dell’esperimento socialista e la presa di potere di Seaga prima, e dei suoi delfini poi.
Uno di questi, Bruce Golding, premier dal 2007 al 2011, per mantenere il controllo su Tivoli, sempre più popolato e ingovernabile a causa della crisi economica, pone al comando del quartiere il boss narco Dudus Coke.
Nel 2010, sotto minaccia del taglio fondi dell’Fmi, Golding ordina l’arresto di Coke mediante un attacco preordinato delle Forze Speciali noto ai posteri come ‘il massacro di Tivoli’: 74 morti ufficiali, 150 stimati e centinaia di feriti tra cui decine di donne e bambini, e Coke neanche c’era.
Non solo, dei morti ufficiali solo pochi erano schedati come vicini al clan del boss ricercato, nessun affiliato o parente, tutti gli altri non avevano niente a che fare con lui o con il suo clan, e la maggior parte neanche lo conosceva di persona.

Da allora si sono susseguite le richieste di un’inchiesta ufficiale sul massacro. Inchiesta istituita solo grazie alla creazione e pressione del Tivoli Commitee (Comitato per Tivoli). Il processo va avanti considerando caso per caso, quindi infinito, e nel 2015 è stata chiusa la possibilità di presentare nuovi testimoni vanificando il lavoro di indagine degli avvocati delle vittime.

Programmone…

sabato 6 maggio:
+ ore 22 – ingresso…
+ ore 23 – entrée sonoro musicato dalle arpe di Duc
+ ore 00 – console regge dj da definire…
+ ore 01 – dj Arcoxia (reggaeton elettronico)
+ ore 02 – dj Martez (genere da definire)
+ ore 03 – dj Anna Bolena (elettronica di consumo)
+ ore 04 – Radio CineMercato con Nelly, Isa e Fiò (musica di decompressione)
+ ore 05 – COLAZIONE VEGANA AGGRATISE! … con sottofondo sonoro swing ed electroswing
a seguire… ch’ras’ ch’ras’ ogn’e’don a la cas’

>>> Il Lab57 sarà presente il sabato con lo spazio chill-out, info point SOStanze e Primo Soccorso <<<

>> Vai al sito di Xm24

Cannabis parade: migliaia a Torino per l’orgoglio antiproibizionista

Migliaia le persone che hanno sfilato sabato per il centro di Torino chiedendo a gran voce un cambiamento di passo rispetto a leggi liberticide, politiche di controllo sociale e decreti securitari che pesano sulle vite di tutti e tutte. Le diverse realtà e collettivi arrivati da tutta Italia, che hanno sostenuto l’iniziativa, hanno allestito carri allegorici e impianti musicali, invadendo gioiosamente con suoni e danze una città sempre più triste, che sta trasformando in centri commerciali interi quartieri, eliminando quei pochi spazi di socialità ancora esistenti.
Interventi, allestimenti, danze e performance varie hanno rappresentato una realtà differente da quella attuale, dove è contemplata la possibilità di autodeterminare i propri corpi e le proprie vite, dove il controllo sui propri comportamenti sia conseguente ad approcci educativi e preventivi e non legato allo spauracchio della punizione. Abbiamo denunciato e ricordato i milioni di morti di una guerra alla droga tanto costosa quanto inutile e dannosa, che non vogliamo e non possiamo più permetterci di pagare; abbiamo raccontato e messo in campo pratiche e azioni che le evidenze scientifiche ed i dati ci suggeriscono in accordo con l’obiettivo primario che si dovrebbe perseguire, ovvero la promozione della salute.

La nostra proposta passa dall’analisi delle sostanze nei luoghi di consumo, dalle stanze dell’uso sicuro, dalle somministrazioni controllata, dalla depenalizzazione reale dell’uso con l’eliminazione delle sanzioni amministrative che limitano vita e libertà, ma anche da forme di sperimentazioni già attive in Europa e nel mondo che riguardano regolamentazioni di produzione e distribuzione di cannabis, sostanza il cui uso è prevalente di almeno 4 volte tutte le altre sostanze messe insieme, e su cui grava maggiormente l’azione repressiva.
Il lungo serpentone di mezzi, accompagnato da migliaia di persone, ha attraversato luoghi simbolo dello spaccio cittadino e della conseguente azione repressiva che si manifesta sempre più spesso attraverso retate e caccia all’uomo; Murazzi, Parco del Valentino ed il quartiere di San Salvario.
Ma anche il grattacielo di Intesa San Paolo, emblema di una classe finanziaria corrotta, simbolo di una gestione speculativa, affaristica e clientelare della città e della cosa pubblica, che fa un sacco di vittime e che passa spesso impunita, mentre l’uso di sostanze e le condotte dei consumatori rappresentano ancora oggi una delle prime cause di carcerazione.
Dopo essere passati da Piazza Statuto e dalla commerciale Via S. Donato tra lo stupore ed il divertimento dei passanti, il corteo è infine arrivato al Parco della Pellerina dove con balli e banchetti, si è continuato fino al mattino seguente quando, dopo aver ripulito l’area, la prima cannabis parade è terminata dopo oltre 14 ore.

L’intera iniziativa è stata completamente autofinanziata ed autogestita nata dopo il blitz del 18 agosto della polizia al CSOA Gabrio; per questo ringraziamo i collettivi e le varie sound che ne hanno permesso la realizzazione.
Così come ci sentiamo di ringraziare la città che sembra aver risposto con lo spirito giusto, e le migliaia di partecipanti che hanno dimostrato con i loro comportamenti di aver colto il messaggio che intendevamo lanciare.
Già durante la festa è partito il solito squallido circo di chi, da sempre, s’impegna a far odiare gli oppressi ed amare gli oppressori. Pietra dello scandalo uno dei carri della Cannabis Parade che sfoggiava sul cofano 2 manichini della polizia, come se fossero investiti dal camion stesso, una rappresentazione allegorica che tende per sua natura a sovvertire l’esistente, trasformando per un giorno l’oppressore in oppresso, il cacciatore in preda.

I sindacati di polizia, alcuni dei quali, vogliamo ricordarlo, hanno offeso la memoria ed insultato i familiari di alcune delle vittime del proibizionismo, oltre ad aver negato le sistematiche azioni violente della polizia in Val di Susa, hanno definito quella rappresentazione simbolica come “barbarie”, mentre Lo Russo (PD) ha parlato di “una vera porcata”.
Evidentemente lui, ex- assessore all’urbanistica nonché ex-presidente dell’Urban Center Metropolitano, di porcate se ne intende!
A coloro che hanno parlato di istigazione alla violenza, a tutti quelli che sono caduti nel “trappolone dell’indignazione”, vorremmo ricordare che chi pensa che la polizia non sia parte integrante del problema, allora probabilmente non ha mai subito i pestaggi dentro le caserme per avere due canne in tasca, non ha visto la propria vita devastata da leggi che ti rilegano al ruolo di emarginato; come se non fossero poliziotti quelli che si presentano dentro e fuori le scuole a terrorizzare con perquisizioni che provocano risvolti tragici come quelli di Lavagna; come se non fossero le forze dell’ordine parte integrante di quel mostro proibizionista, infimo, che non si “limita” a colpire con leggi liberticide, perquisizioni, denunce ed arresti e carcere, ma che incoraggia dinamiche di paranoia, paura, ansia.

La violenza ideologica è quella di una cultura che legittima la pena di morte per chi usa sostanze, la stessa che ha ucciso Stefano Cucchi, Aldo Bianzino, Federico Aldrovandi, Marcello Lonzi e molti altri ancora.
L’indignazione a comando produce mostri, oltre ad i soliti “in-utili idioti” che travolti dal fallimento delle loro politiche probizioniste, scaricati da certi pezzi di politica istituzionale, provano a cavalcare l’onda per buttare fango e per dimostrare a loro stessi che esistono.
Ci piace chiudere con un commento che abbiamo ricevuto da poco da parte di qualcuno che non conosciamo, ma che restituisce pienamente il senso che hanno quei manichini per noi: “Stanno a significare il popolo che spazza via il proibizionismo e la repressione, stanno a significare che quell’erba era anche mia. Possibile che non siete in grado di comprendere che quei fantocci simbolicamente rappresentano le leggi proibizioniste”

Il nostro serpentone antiproibizionista travolgerà tutt* coloro i quali ancora si oppongono ad un cambiamento ormai necessario.
Sarà una risata che vi seppellirà.

CSOA GABRIO
https://gabrio.noblogs.org/post/2017/05/03/cannabis-parade-migliaia-a-torino-per-lorgoglio-antiproibizionista/
03/05/2017

 

 

https://www.facebook.com/events/1820250584965103/

•••••••••••• CANNABIS PARADE •••••••••••••
STREET ANTIPROIBIZIONISTA NAZIONALE
#quellerbaèanchemia

Sabato 29 Aprile 2017 –
Ore 15 – Piazza Vittorio – Torino


AUTOPRODUZIONE CONTRO MAFIE E NARCOTRAFFICO
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• Autoproduzione per contrastare e sconfiggere mafie e narcotraffico
• Per fare sentire la voce di chi non vuole più subire il ricatto dell’inganno proibizionista
• Contro lo strapotere delle mafie che esistono proprio grazie al narcotraffico
• Per riaffermare il diritto di autodeterminare i nostri corpi e le nostre vite
• Contro leggi liberticide che quotidianamente uccidono, arrestano e controllano
• Per riappropriarci della coltivazione della cannabis, storica pianta nostrana
• Contro politicanti e speculatori che vorrebbero farci un business
• Per una spinta radicale dal basso contro l’indifferenza della politica istituzionale ormai orientata unicamente ai profitti

RI-ORGANIZZIAMOCI ED ALZIAMO LA TESTA!
PARTECIPA, NON DELEGARE CHI NON TI RAPPRESENTA!

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Cannabis Parade – Lista carri e partecipanti

1- CSOA Gabrio Torino- Reggae/ Drumn’Bass con furgone bar e cibo
2- CSOA Terra di Nessuno Genova- Network Nazionale “Fine del mondo Proibizionista- Violenz Crew/ Reggae/Electro/Tekno
3- Radio Blackout Torino- Live e musica varia
4- Double Drop Family Torino e Tek Project Milano/ Tekno & Minimal Techno
5- Mad Family Torino e Funk Rebels Torino/ Tekno più postazione bar
6- Lab 57 Bologna/ Prevenzione e riduzione del danno- Chillout
7- 33 G Torino- Electro/Trash
8- Looney Moon Torino- Goa/Psy trance
9- CSOA Forte Guercio Alessandria- Electro/Break più postazione bar
10- Bolla Scateniamoli Milano- Electro/Tekno
11- Prinz Eugen Torino/ Hip Hop live/ Funky Electro
12- Volontari Cooperativa Alice e Indifference Busters/ Riduzione del danno e primo soccorso
13- Freeweed Board Associazione- Banchetto informativo cannabis
14- MCCS- Punk lirico live Torino
15- Forno della valle- Pizza e cibo
16- Noa- Pasta e cibo

 

Info:
Partenza: Piazza Vittorio Veneto ore 15


Percorso: Po, Castello, Micca, Solferino, Cernaia, 18 dicembre, San Martino, Statuto, San Donato, Appio Claudio, Lecce

Arrivo: Piazzale Parco della Pellerina ore 20


Sound: CSOA Gabrio – CSOA Terra di Nessuno – RADIO BLACKOUT – Violenz Crew – Double Drop Family – Tek Project – Mad Family – Funk Rebels – 33 G – Looney Moon – CSOA Forte Guercio – Bolla Scateniamoli – Prinz Eugen – MCCS

Punto ristoro e bevande: Gabrio crew – Forno della valle – Noa

Punto info riduzione del danno e primo soccorso: Lab 57 – Volontari Cooperativa Alice – Indifference Busters – Freeweed Board

Chill out: Piazzale Parco Pellerina


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CANNABIS PARADE E CANAPISA

E’ giunto il momento di scendere nelle nostre strade, nei nostri parchi e nelle nostre piazze per riaffermare quel diritto ad autodeterminare i propri corpi e le proprie vite che leggi liberticide e decreti fascisti limitano sempre di più. Ci vogliono consumatori asserviti al mercato e a speculatori senza scrupoli pronti a farsi in quattro pur di venderci qualcosa, e chi non ha nulla da comprare o non vuole farlo, viene sorvegliato, punito, allontanato perché rovina il decoro urbano. Se diversi quartieri delle nostre città si apprestano a diventare centri commerciali a cielo aperto eliminando quei pochi spazi di socialità che restituiscono dignità a chi li abita, altri sono vittime dello spaccio di droga, organizzato e gestito dalle mafie nostrane che trovano in questa attività il sostentamento economico necessario per la loro sopravvivenza. In questo scenario politiche fallimentari insistono con l’inutile azione repressiva che sperpera denaro pubblico, non ha alcuna efficacia in termini di abbassamento di domanda ed offerta, e finisce per alimentare il gioco del narcotraffico che solo in Italia vale diversi miliardi di euro. Secondo questa insensata logica vengono quotidianamente sguinzagliati poliziotti con cani antidroga nelle scuole alla ricerca di pochi grammi di cannabis, pratica di controllo che nulla ha a che vedere con la prevenzione vera che andrebbe fatta parlando agli studenti di droghe, effetti che producono e dei rischi che si corrono.

E’ ideologico punire senza educare, o peggio dire che si fa educazione punendo, ma tutto questo è tutt’altro che efficace e porta con sé diversi effetti collaterali che pesano sempre di più sulle nostre vite. Serve cambiare registro, e serve farlo in fretta ora che i pionieri del proibizionismo in Italia hanno tolto la maschera e rivelato gli sporchi interessi che c’erano dietro la loro folle ideologia, imposta con l’inganno nonostante i dati e le evidenze scientifiche. La politica istituzionale oggi ci illude con proposte di legge che vorrebbero fare della cannabis un monopolio, non rendendosi conto che una legge sulle droghe obsoleta e dannosa come quella attuale andrebbe cancellata totalmente. Così come non si rende conto che l’uso di sostanze non può essere sanzionato né penalmente né amministrativamente e che non serve riempire carceri di piccoli spacciatori che non incidono minimamente sul mercato nero delle droghe. Siamo consapevoli di essere ancora lontani da una riforma radicale di leggi e politiche in materia di droghe, e per questo sentiamo la necessità di mobilitarci dal basso, non per spingere verso un cambiamento, ma rappresentandolo rifiutando l’inutile delega politica. E lo facciamo riappropriandoci della coltivazione di cannabis per uso personale, pianta che ha sempre fatto parte della nostra cultura ed è adesso illegale nonostante la sua enorme diffusione.

Un primo passo necessario per uscire dal ricatto proibizionista e sperimentare strade alternative: quei Paesi che hanno fatto scelte di questo tipo hanno migliorato le proprie condizioni di vita in poco tempo. E lo hanno fatto depenalizzando realmente il consumo ed implementando pratiche in grado di promuovere il benessere di tutte le persone nelle rispettive comunità, che usino sostanze o meno: dalla diffusione dell’ analisi delle sostanze nei luoghi di consumo, alle stanze del consumo “sicuro”, alle somministrazioni controllate; oppure sperimentando produzione e distribuzione di cannabis come nel modello dei cannabis club, dei dispensari o dei coffe shop. Abbiamo bisogno di essere pragmatici, di mandare avanti ciò che funziona e di rivedere le pratiche inutili, costose e dannose.

In questo ci riconosciamo e rivendichiamo la Carta di Genova https://lafinedelmondoproibizionista.wordpress.com/2014/05/12/carta-dei-diritti-delle-persone-che-usano-sostanze/ , documento che abbiamo sottoscritto 3 anni orsono e che rappresenta le nostre istanze, ciò che dal basso vogliamo raggiungere. Se è pura illusione pensare di educare e responsabilizzare con il controllo e la repressione, lo è ancora di più credere di poter curare esclusivamente con l’approccio farmacologico. Eppure dati recenti ci parlano di un aumento considerevole della somministrazione di neurolettici, antidepressivi e ansiolitici pubblicizzati e/o prescritti ormai con troppa facilità minimizzando i tremendi effetti collaterali che producono.

La psichiatria sembra essere l’unica risorsa di un sistema che ha rinunciato ad investire nella promozione della salute e tende a scaricare sull’individuo il crescente disagio creato dal sistema sociale sempre più disumano e mortificante, inventando nuove “patologie mentali” in cui incasellare le diversità. Aumenta così il controllo sociale e parallelamente l’introito delle industrie del farmaco.
Rileviamo inoltre come i servizi per le tossicodipendenze siano improntati esclusivamente al trattamento dell’uso di sostanze ormai obsolete e fatichino ad intercettare i nuovi stili di policonsumo sempre più sfuggenti. Mentre pratiche come la riduzione del danno, riconosciute dalla comunità scientifica come pilastro delle politiche sulle droghe ed entrate recentemente a pieno titolo nei livelli essenziali di assistenza , fanno sempre più fatica a convivere con la logica del controllo imposta da patti locali per la sicurezza; politiche che producono giudizio, stigma ed isolamento nei confronti di chi usa sostanze, e che non permettono di mettere in relazione un comportamento già di per sé a rischio, causando un sommerso molto pericoloso. L’oscurantismo paternalista che considera istigazione al consumo anche solo parlare di sostanze ai più giovani è qualcosa che va superato al più presto, così come è necessario recuperare quella cultura in grado di proteggere chi ne fa uso senza la quale le droghe diventano merci da vendere al prezzo migliore ed in tutto il mondo: solamente la riappropriazione della coltivazione delle piante psicotrope da cui le droghe si ricavano e dei saperi ad esse legate, e la diffusione massiccia di pratiche come l’analisi delle sostanze, possono rovinare gli sporchi affari delle narcomafie che prosperano grazie al regime proibizionista. Siamo stanchi e siamo stanche di subire tutto questo, non vogliamo più pagare una guerra alla droga che ci sta decimando, e sappiamo bene per l’ennesima volta che dobbiamo lottare e metterci la faccia, per il nostro futuro e per quello dei nostri figli.

Cannabis Parade- Torino 29 Aprile 2017
Canapisa – Pisa 20 Maggio 2017

Network Nazionale Antiproibizionista- Fine del mondo proibizionista

>>> Il Lab57  sarà presente al corteo col suo camper chill-out mobile , info point SOStanze, Primo Soccorso,  analisi sostanze <<<

RI-ORGANIZZIAMOCI ED ALZIAMO LA TESTA!
PARTECIPA, NON DELEGARE CHI NON TI RAPPRESENTA!

Cannabis Parade: la strada per uscire dal proibizionismo

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