Che cos’è?
Per ecstasy s’intende generalmente MDMA (anche se oggi l’etichetta “ecstasy” ingloba un gruppo di molecole con effetti molto simili: MDA, MDEA, MBDB), un derivato dell’amfetamina che appartiene alla famiglia delle fenetilamine. L’MDMA stimola il rilascio di diversi neurotrasmettitori (serotonina, noradrenalina e dopamina) che regolano l’umore e l’attività del corpo.

Gli effetti
L’ecstasy è un empatogeno: consente di entrare in sintonia con gli altri stimolando le sensazioni di intimità e vicinanza anche sensuale. Favorisce l’introspezione e il contatto con se stessi: possono riaffiorare ricordi d’infanzia o si può vedere la propria vita da un’angolatura diversa. La combinazione dell’MDMA con la musica e il ballo può far perdere alcune delle sue connotazioni più “sottili” favorendo invece la comunanza con la folla e uno stato euforico simile alla trance. Per quanto riguarda gli effetti fisici l’ecstasy combina due sensazioni apparentemente contrapposte: è possibile sentirsi carichi ed eccitati spesso eroticamente (con aumento del battito cardiaco e del respiro) sperimentando al contempo un senso di profonda rilassatezza. Effetti secondari assai diffusi e poco piacevoli sono: secchezza delle fauci, tremori, tensione muscolare, mascelle contratte, eccessi di sudorazione, nausea e crampi. La dose normale di MDMA varia tra gli 80 e i 150 mg, anche se ogni volta è difficile capire con certezza quanta se ne sta assumendo (le pastiglie più diffuse sul mercato possono contenere dai 30 ai 150 mg di MDMA). L’impossibilità di determinare in partenza la potenza della pasticca che si sta per ingerire impone molta attenzione, soprattutto quando se ne hanno fra le mani più d’una contrassegnate con marchietti differenti.
L’effetto della sostanza comincia a farsi sentire dopo 30-60 minuti, ma può metterci anche un paio d’ore (molto dipende da cosa si è fatto, bevuto, mangiato prima dell’assunzione): le reazioni sono molto individuali. Diversamente da altre sostanze psicoattive l’intervallo che separa i primi sintomi dalla fase di picco è estremamente ridotto, mentre come per le altre durante la salita possono comparire tensione ed incertezza, legate alla necessaria ri-sintonizzazione del proprio corpo e della propria mente su un diverso stato di coscienza. Tuttavia queste sensazioni tendono a scomparire una volta raggiunta la pienezza degli effetti. L’esperienza può durare dalle 4 alle 6 ore, per lasciare poi spazio agli effetti secondari, non sempre del tutto piacevoli: mal di testa, crampi, stanchezza, ansia, anche depressione.
Tenendo ben presente che senza costose analisi di laboratorio è impossibile sapere la quantità di principio attivo presente in ogni pastiglia, capsula o polvere, queste sono le sostanze che comunemente circolano oggi in Italia sotto il nome generico di ecstasy o paste:
MDMA (Ecstasy, Adam, XTC): 50-150mg durata 4-6 ore.
MDE (Eva): 50-150 mg durata 4-6-ore.
MDA: 60-160mg durata 8-12 ore.
2CB: 15-25mg durata 6-8 ore, pericolosa perché ne basta pochissima e solo dopo 1 ora iniziano gli effetti, un mix tra MDMA e LSD molto più complicato da gestire rispetto al MDMA anche perché è pressoché sconosciuta alla massa dei consumatori.
PMA : 50-150mg durata 4-8 ore, molto pericoloso perché il tempo di attesa degli effetti va da 1 ora e ½ a oltre 2 ore, in Europa ha già causato alcuni decessi in soggetti che probabilmente hanno assunto altre sostanze eccitanti senza aspettare la lunga salita del PMA.

I rischi

L’Ecstasy è pericolosa soprattutto se assunta a dosaggi troppo elevati e ad intervalli troppo brevi tra un’esperienza e l’altra: può provocare danni a breve o a lungo termine, comunque rischiosi per la salute psicofisica.
Nel caso dell’MDMA esiste una soglia ottimale nel dosaggio, superata la quale non si notano miglioramenti apprezzabili degli effetti ed il rapporto costi/benefici diventa sempre più svantaggioso per il consumatore. Già oltre i 150 mg (per 60Kg di peso corporeo)si può osservare un consistente incremento degli effetti collaterali: brividi, tremori, tachicardia, crampi, nausea. Come se non bastasse, in situazioni affollate, affaticati dalle molte ore di ballo, bevendo poca acqua – e quindi senza contrastare la disidratazione tipica di tutte le sostanze amfetaminiche – si fa concreto il rischio del “colpo di calore” (ipertermia maligna, spesso mortale): in poco tempo la temperatura corporea può raggiungere i 40-43ºC con un contemporaneo innalzamento della pressione sanguigna, mentre l’inibizione dei sistemi d’allarme rende più difficile accorgersi di quello che sta succedendo.
Un ordine di problemi diverso dipende dall’eccessiva frequenza con cui i consumatori assumono la sostanza. Il tempo necessario per il riequilibrio fisico, in particolare quello neurochimico, è piuttosto lungo: dopo una dose medio-robusta può volerci più di un mese prima di tornare alla normalità. Il mancato rispetto di questi tempi e la conseguente sovrastimolazione delle cellule cerebrali a lungo andare possono provocare l’insorgere di disfunzioni nel sistema neurochimico (carenza di serotonina) e conseguenti problemi psichici. L’effetto problematico più diffuso consiste in tutto un insieme di disturbi della personalità: si va da crescenti buchi di memoria a breve termine, a momenti di irascibilità fino ad un aumentato nervosismo che può sfociare in sintomi più gravi quali stati depressivi, fobie, manie di persecuzione.

Consigli per ridurre i rischi
Informati il più possibile sulla qualità e sugli effetti della sostanza che compri. Se hai deciso di prendere ecstasy, fallo con gente di cui ti fidi e in un contesto rassicurante. Attento alle dosi! La prima volta prendi al massimo la metà della dose che prendono gli abitudinari. La sicurezza in te e l’eccitazione fisica e cerebrale non sempre permettono di valutare i rischi, ed è facile stancarsi senza accorgersene. Evita di mischiare l’ecstasy con altre sostanze, in particolare con l’alcol, poiché aumenta la temperatura, la disidratazione e la perdita di sali. Bevi acqua o succhi di frutta con continuità per contrastare l’effetto di disidratazione, ma senza esagerare: non più di ½ litro ogni ora, di tanto in tanto riposati e rinfrescati. Prima dell’assunzione assicurati di aver mangiato qualche cosa (anche solo mezza banana o un pezzo di pane) per evitare danni alle mucose dello stomaco, in quanto l’ecstasy come tutti gli empatogeni (MDMA, MDA, MDE, 2CB, etc..), le amfetamine, l’efedrina e la mescalina sono gastrolesive (anche l’aspirina lo è!?). Usa indumenti leggeri che non favoriscano il surriscaldamento del corpo. Evita di GUIDARE e di infilarti in attività che richiedono responsabilità. Okkio all’AIDS!!Se l’empatia crescente ti porta a fare sesso con sconosciuti, ricorda il preservativo!! ATTENZIONE!!! Consumare MDMA può essere molto pericoloso per chi è in terapia con farmaci anti-Hiv, in particolare se inibitori della proteasi (rischio di morte). L’Ecstasy ha una pesante ricaduta su fegato e su reni, quindi è assolutamente sconsigliata a chi soffre di patologie che coinvolgono questi organi (Epatiti, Nefriti, insufficienze epatiche o renali, etc…). L’ecstasy accelera sensibilmente il battito cardiaco e aumenta la pressione sanguigna quindi è decisamente controindicata per chi soffre di malattie cardiache e ipertensione; controindicato in gravidanza e allattamento.

La legge
Chiunque coltiva, produce, fabbrica, raffina, vende, offre, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti o sostanze psicotrope che risultino in quantità superiore a quella prevista dalla tabella (750 mg), è punito con la reclusione da 6 a 20 anni e con la multa da 26.000 a 260.000. per le dosi inferiori sono previste le seguenti sanzioni amministrative: sospensione della patente e del passaporto, del porto d’armi e di altri documenti per un periodo da 1 mese a 1 anno. In alternativa viene proposto un programma terapeutico socio-riabilitativo presso il Sert di residenza.

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