Mentre in Italia decine di lavoratori da diversi mesi sono stati sospesi dal lavoro o direttamente licenziati per uno spinello fumato giorni o settimane prima, divampa la polemica estiva sui test antidroga sui lavoratori che riguarda poi direttamente altre migliaia di patenti ritirate ingiustamente.

Dopo l’articolo Test antidroga ai lavoratori, l’inutile persecuzione (che condividiamo in pieno) di Giuseppe Bortone, Responsabile tossico-dipendenze Cgil nazionale, scritto per la rubrica settimanale di Fuoriluogo pubblicata da il Manifesto il 21 luglio 2010, è arrivata (purtroppo) la risposta tutta ideologica di Giovanardi, campione nostrano di ineguagliabile inquisizione bigotta:
Test antidroga, irresponsabile chi è contrario.
Sempre sulla rubrica del Manifesto l’11 agosto risponde alle accuse arroganti di Giovanardi la nostra amica Susanna Ronconi, con questo articolo: Narcotest, l’arroganza della tolleranza zero che ci permettiamo di citare per riassumere i punti essenziali della questione:

“Conviene non far passare sotto silenzio la polemica aperta dal sottosegretario Giovanardi…. Perché è questione di civiltà, perché tocca molti lavoratori, molti di noi e perché riguarda la sicurezza di tutti.
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Non c’è proprio limite al peggio nel bel paese: arriva una nuova crociata di governo e purtroppo anche di apparati dello stato, i NAS, contro la Kdrink, un’innocua bevanda aromatizzata con estratti dalla foglia di coca, che è il caso di ricordarlo, è una pianta tradizionale coltivata da millenni in Sudamerica (vedi il sito di Evo Morales, presidente della Bolivia) con proprietà nutritive e curative universalmente riconosciute , di cui la cocaina è solo uno dei tanti alcaloidi pari a meno dell’ 1% della foglia di coca, il cui uso anche quotidiano non ha mai creato la dipendenza ed gli effetti deleteri della famigerata cocaina.

Eppure proprio i NAS avrebbero ” enormi quantità”, è proprio il caso di dirlo, di lavoro arretrato per cercare almeno di arginare il traffico florido di cocaina orchestrato dalle narco-mafie internazionali e dai loro eserciti spesso spalleggiati dai servizi segreti delle superpotenze civilizzate, tutte ipocritamente schierate contro la DROGA.
Si tratta di una campagna mediatico-politica sostanzialmente inconsistente, che però, come la maggior parte delle politiche ideologighe proibizioniste, hanno pesanti effetti sulle libertà personali.
Ripercorriamo nei dettagli questa grottesca vicenda ringraziando Grazia Zuffa per la rubrica settimanale di Fuoriluogo pubblicata dal Manifesto il 4 agosto 2010: La foglia di coca dell’onorevole La Qualunque:
“A chi giova?”Si chiedeva Giorgio Bignami in questa rubrica (28 luglio) a proposito della campagna politico-mediatica contro la Kdrink, la bevanda con estratti dalla foglia di coca. E’ una bella domanda la cui risposta non è semplice perché gli interessi (di bassa lega) sono più d’uno, parrebbe.
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La notizia della tragedia della Love parade di Duisburg ci ha raggiunto mentre stavamo lavorando in un grosso free party tekno nei dintorni di Torino, un intervento importante perchè per la prima volta in Italia siamo riusciti ad analizzare le sostanze con la cromatografia qualitatitiva associata al test rapido delle sostanze, grazie alla collaborazione con Medecin du Monde che sono arrivati appositamente con l’equipe Mission Rave Marsiglia con 2 medici, 2 chimici e 4 infermieri.

La notizia dei ventun ragazzi morti nella calca del tunnel dell’incompetenza di amministratori incapaci e di poliziotti irresponsabili, ci ha colpito molto per due principali motivi.
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Dopo le ultime figuracce riguardo i dati taroccati sul consumo di sostanze in italia, il Dipartimento Antidroga di Giovanardi e Serpelloni non ha trovato di meglio da fare che lanciare l’ennesima crociata talebana contro i Rave party, cioè i free party auto-organizzati, diventati il nemico numero uno del governo, come al solito ignorando evidenze statistiche e dati epidemiologici che dimostrano da qualsiasi punto di vista che in questi eventi spontanei gli incidenti ed i problemi sanitari siano assolutamente trascurabili rispetto alla “movida” del business di locali, pub, discoteche, feste della birra, notti rosa e festival supersponsorizzati da marche di alcolici.

Forse non è casuale che proprio in estate venga lanciato questo anatema, in tempi di crisi le lobby dei locali e stabilimenti balneari che lottizzano le coste e di notte diventano discoteche di tendenza temono la concorrenza sleale dei free-party, salvo poi scoprire proprio in questi giorni l’evasione di milioni di euro nella riviera romagnola.

Quindi, in nome della solita legalità dei più forti, dal sito Droganews, il Dipartimento Politiche Antidroga presenta il progetto
“Rave Party Prevention”:
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Si allunga la lista delle sostanze proibite:
la falce proibizionista è toccata alle sostanze Spice e N-Joy, e al mefedrone.
Siamo certi che le narcomafie ringraziano, tre prodotti in più sul mercato nero da vendere col fascino irresistibile del proibito, se per Spice ed N-Joy (cannabinoidi sintetici dagli effetti poco piacevoli e ancora meno salutari) prevediamo la fine del mercato, per il Mefedrone, al contrario l’entrata nel club delle DROGHE PROIBITE potrebbe rappresentare una nuova etichetta per vendere sostanze vagamente eccitanti di dubbia provenienza senza alcun controllo.

Leggete i nostri speciali su N-Joy-cannabinoide sintetico e la nuova scheda dettagliata del MEFEDRONE e tutti gli aggiornamenti sui presunti allarmi: Allarme Mefedrone!? Un’altra figuraccia del Dipartimento Antidroga

Leggiamo dal sito governativo Dronet:
“I cannabinoidi sintetici JWH-018 e JWH-073 e il catinone mefedrone sono diventate ufficialmente sostanze poste sotto controllo e inserite nella Tabella I contenente l’indicazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope (D.P.R. 309/1990).
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- Intervento di Leonardo Fiorentini
del 1/06/2010 Festival delle Culture antifasciste a Bologna
(Ascolta l’audio),
riveduto e corretto per il blog di fuoriluogo.it -

Una premessa. Di droga di parla male. Malissimo.
Anche perché si usa la parola droga – nella sua accezione più becero-moralista – per coprire qualunque cosa.

Chi scrive vive in una città, Ferrara, nella quale qualche anno fa un ragazzo è morto durante un fermo di polizia. E’ importante ricordare come solo grazie alla forza di volontà dei genitori Federico Aldrovandi non è stato vittima due volte, prima dei poliziotti che ne hanno causato la morte poi dell’informazione che, presa per buona la velina della questura, aveva già archiviato il caso come quello del solito drogato a cui è venuto uno scioppone.
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L’ informazione DROGATA.. sempre di più..

Mentre opinionisti improvvisati esperti del fenomeno “DROGA” già si esibivano in acrobatiche analisi socio economiche per compiacere il governo e giustificare il crollo dei consumi di sostanze in Italia, passano due giorni e già arriva l’ennesima figuraccia, la smentita clamorosa dei ricercatori del CNR che denunciano sia i metodi di indagine, poco rispettosi della privacy e quindi poco affidabili per il timore che il campione interpellato ammetta l’uso di sostanze, sia il giro di appalti che ha escluso dalla ricerca in Cnr e la sua indiscussa affidabilità professionale a vantaggio di una società privata, Explora che non segue gli standard di indagine europei.

Mentre quindi dalle lobby delle comunità di tossicodipedndenti già iniziava l’ignobile piagnisteo per i tagli possibili ai fondi statali senza preoccuparsi minimamente dei semplici consumatori, arrestati, incarcerati e ammazzati ogni giorno di più, chi lavora sul campo, chi come noi conosce i consumatori ed i loro problemi reali, non ha creduto un minuto a queste veline di regime uscite per giustificare la crociata repressiva che dura da molti anni ormai.

Gli stili di consumo sono più nascosti, più frenetici e confusi di fronte alla paura di finire in galera ammazzati come Bianzino, Cucchi, Uva, ecc… le narcomafie prosperano ora più che mai con la connivenza dello stato e delle multinazionali farmaceutiche che, come emerge dalla denuncia del Cnr, (gli psicofarmaci: «E’ la vera new entry, in due anni gli adolescenti che hanno ingerito Tavor sono saliti dal 10,4% all’11,8%) guadagnano fette di mercato sempre più grandi tra i giovani con gli psicofarmaci e contemporaneamente sono alleati dell’industria dello spaccio fornendo una varietà enorme di surrogati chimici di cocaina e oppiacei con cui tagliare in infiniti modi le sostanze in strada senza nessun controllo della purezza.

Perchè i Sert e le comunità non dicono queste cose, perchè nessuno denuncia l’assenza in Italia di un sistema reale di monitoraggio delle sostanze che circolano? Certo, sarà la crisi, sarà la paura dei tagli ai fondi sia statali che regionali che comunali ai servizi di “prossimità” e riduzione del danno, ma sinceramente oltre a piangere soldi, c’è tanto troppo silenzio di fronte alla mole di stupidaggini e falsità che circolano intorno al fenomeno DROGA, questa “prossimità” i consumatori non la sentono, o peggio, la temono in molti casi.
Possibile che i servizi pubblici non riescano a mettere in atto strategie comunicative con i consumatori alternative alla tolleranza zero?

Fortunatamente qualche ricercatore tanto onesto quanto precarizzato e qualche giornalista sveglio e non corrotto ci consentono ancora di sapere come si costruisce la propaganda di regime taroccando i dati col gioco delle tre carte.

Si veda ad esempio la ricerca dell’Istituto Inquinamento Atmosferico del CNR sulle concentrazioni di sostanze psicotrope nell’aria di molte città italiane. A guardarli bene, la ricerca e i suoi risultati suscitano non poche perplessità, soprattutto per la notevole sproporzione tra la loro ovvietà e le risorse impegnate.

MaxLab57
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LIBERTA’ e SICUREZZA: ma per chi?

Il Comitato Verità e Giustizia per Aldo Bianzino, promuove due giorni di confronto e riflessione,su autoritarismo, proibizionismo, carcere e sicurezza il 25 e il 26 giugno 2010 per essere agenti di memoria collettiva, e praticare forme di solidarietà attiva che disinneschino nuove richieste di archiviazione e mettano in luce tutte le contraddizioni e le distorsioni delle “verità” di Stato, per costruire insieme delle buone pratiche di autodifesa da abusi, repressioni e pestaggi, venduti come atti di legalità.

PROGRAMMA

25 Giugno 2010, ore 17.00
Sala della Vaccara, Piazza 4 Novembre, Perugia

Incontro con i familiari e i comitati delle vittime della violenza di Stato

Partecipano:
i familiari e il Comitato Verità per Aldo Bianzino, i familiari di Stefano Cucchi, Assemblea dei parenti, amici e solidali di Stefano Frapporti, DonAndrea Gallo, Comitato “Amici di Alberto Mercuriali”, Cristina Gambini,
sorella di Luca, morto nel reparto S.P.D.C. di Perugia, Checchino Antonini – Giornalista di Liberazione.
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Diamo un rapido aggiornamento sul presunto allarme Mefedrone, su cui a marzo avevamo già scritto e documentato analisi e notizie, New Drugs: Mefedrone, Metilone, MDPV ,
riaggiornate a metà maggio Allarme Mefedrone?!
Vedi nuova scheda dettagliata

La notizia arriva a fine maggio e non passa certo inosservata smentendo clamorosamente il Dipartimento Antidroga Italiano, in quanto i due giovani inglesi deceduti in marzo non avevano alcuna traccia di mefedrone nelle loro analisi tossicologiche, che in Inghilterra vengono diffuse dai media contrariamente a quello che succede in Italia.
Mephedrone. Confermato che l’allarme è una bufala.
Quindi non ci eravamo sbagliati di una virgola, fin dall’inizio tra l’altro, ci siamo fidati solo della nostra esperienza e dei nostri metodi di ricerca incrociati, mentre i vari ministeri e dipartimenti antidroga superpagati e supertitolati infilano una cantonata dopo l’altra sulla pelle dei consumatori che ne sanno sempre meno.
Mentre in Inghilterra si dimettono, chiedono scusa e fanno autocritica, qui da noi gli “esperti” più le sparano grosse più fanno carriera , passando da un salotto tv all’altro, sparlano un giorno sì e l’altro pure del test rapido delle sostanze senza saperne nulla, perchè temono di essere clamorosamente smentiti sul campo quando pontificano contro la DROGA senza nessun dato reale.
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Su stimolo del Coordinamento Operatori bassa soglia Piemonte,
decidiamo di aggiungere notizie ed esperienze sul caso Mefedrone che già da inizio marzo ha attirato la nostra attenzione grazie alla segnalazione di Maniglione Antipanico di Piacenza.
Subito abbiamo raccolto informazioni e immagini di pasticche e polveri analizzate in Europa mettendole subito on-line su questo sito:
New Drugs: Mefedrone, Metilone, MDPV
Poi esplose il caso dei due ragazzi inglesi morti nel sonno in seguito, pare, all’uso di mefedrone, ma la causa delle due morti non è stata accertata, anzi sembra concomitante abuso di alcool e sedativi.

Il 14 aprile il Dipartimento antidroga ha inviato l’allerta 2 Mefedrone a tutti i sert italiani che potete trovare a questi link: Allerta2_mefedrone
Scheda tecnica Mefedrone
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