28marzo nopg11008642_839139442801697_708462801858350364_oCHIUDERE TUTTI I MANICOMI CRIMINALI (OPG) !!!!!!
28 Marzo 2015
Corteo a Reggio Emilia

guida-tso

Nuovo CONCENTRAMENTO ore 14,30 in Piazza Gioberti

- al termine del corteo saluto sotto l’OPG di Reggio Emilia

CAMPAGNA NAZIONALE PER LA CHIUSURA DEGLI OPG

(gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari)

LIBERIAMOCI DEI MANICOMI

LIBERIAMOCI DELLA PSICHIATRIA

>>> Info sul sito del Collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud

TSO e altre robe da matti. Guida all’autodifesa

>>>> Leggi e Scarica l’ Opuscolo….
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A seguire il documento della Campagna per la chiusura degli OPG
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>>>> Il Lab57 – Alchemica sarà presente con la postazione chill-out , info point, Primo soccorso e test rapido sostanze !!!!

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MILLION MARIJUANA MARCH 2015

– SABATO 9 MAGGIO 2015 –
15a Edizione Million Marijuana March Italia

a Roma ed in centinaia di altre città in tutto il mondo, si svolgerà l’appuntamento annuale con la Million Marijuana March, la marcia globale per la pace e la fine delle persecuzioni contro i consumatori di cannabis.

La quindicesima edizione italiana della Million March Marijuana si svolgerà anche questo anno a ROMA, ancora una volta come nel resto del mondo, rivendicando una piattaforma di tre punti universalmente condivisi in centina di città in tutto il Pianeta:

  1. Fine della persecuzioni per i consumatori;
  2. Diritto immediato all’accesso all’uso terapeutico.
  3. Diritto a coltivare liberamente una pianta che è un pezzo del patrimonio botanico del pianeta, un bene comune, patrimonio collettivo che appartiene a tutta l’umanità.

Per maggiori info:
SITO WEB UFFICIALE: www.millionmarijuanamarch.info

PAGINA FACEBOOK: Million Marijuana March Italia –
https://www.facebook.com/pages/Million-Marijuana-March-Italia/201744843198175

EVENTO UFFICIALE: Million Marijuana March 2015 – https://www.facebook.com/events/1551966298425623/

 

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PISA, Sabato 23 MAGGIO 2015

CANAPISA STREETPARADE

Manifestazione Nazionale Antiproibizionista

…………………. APPELLO ……………………

Con la cancellazione per illegittimità costituzionale della legge Fini-Giovanardi sulle droghe, è rientrata in vigore la precedente normativa del 1990, la Jervolino-Vassali.

Dopo mezzo secolo di escalation proibizionista, la legge Fini-Giovanardi (dal 2006 al 2014) aveva rappresentato un ulteriore inasprimento delle politiche antidroga e la sua cancellazione fa rivivere le politiche architettate per il contesto culturale degli anni 80-90. Ma dagli anni novanta ad oggi la diffusione delle sostanze è aumentata e non riguarda più solo quei soggetti considerati marginali.

Gli unici ad affermare il contrario sono i rappresentanti del Dipartimento Politiche Antidroga (DPA), organismo istituito ad Hoc nel 2006 dalla legge appena dichiarata incostituzionale e che rimane inspiegabilmente ancora in piedi. Quest’apparato politico travestito da istituto scientifico pretende di dettare la verità assoluta sulle droghe e con i suoi poteri straordinari , conferitigli da una delega governativa,  rappresenta il maggior nemico alla liberazione della canapa ed ad un approccio pragmatico, sensato e socialmente condiviso delle politiche sulle droghe. Dai suoi annunci traspare con chiarezza l’intenzione di perseverare con la linea ultra proibizionista contro  i drogati,  fondata  su concetti come la deterrenza, la repressione, le cure forzate.

L’attuale programma del DPA considera quella delle droghe una questione esclusivamente medica e criminale e promuove l’uso delle droghe legali, come gli psicofarmaci, per “curare” con la forza i drogati.

Da anni ormai il movimento antiproibizionista denuncia l’inutilità e i danni delle politiche repressive contro le persone che usano sostanze, arrivando a parlare di una vera e propria “questione proibizionismo”, in quanto molti dei problemi provenienti dal fenomeno dell’uso di droghe sono da ricondurre principalmente alle politiche antidroga stesse.

Lottando contro il proibizionismo si va a toccare una delle più importanti economie del pianeta e vengono a galla molti scheletri nascosti dai quali il fragore della guerra ai drogati vuole distogliere l’attenzione.

Il progetto di una società senza droghe ad ogni costo è un’idea cieca e disumana che cela agli sguardi gli interessi di coloro che ci guadagnano effettivamente.

Le conseguenze nefaste della guerra ai drogati sono sotto gli occhi di tutti e i costi sono di gran lunga superiori ai benefici, che tra l’altro non si capisce nemmeno quali siano. Le uniche conseguenze evidenti sono  il sovraffollamento delle carceri, con tutto il loro portato di trattamenti disumani e morti, imponenti blitz nelle scuole, nelle  stazioni per poi ritrovare qualche spinello, suicidi , perdita del lavoro e della patente, stigmatizzazione. Le leggi sulle droghe  sono la principale causa di carcerazione nel pianeta.

Tanta ferocia  sta rendendo  i consumi sempre più clandestini e nascosti,  ne  incrementa di conseguenza  i rischi, favorisce la diffusione di relazioni false e ipocrite, fa calare il mistero e rafforza l’ignoranza  su di  una pratica presente nelle culture umane di ogni tempo e territorio.

Si tratta di una persecuzione di massa, di  una caccia alle streghe, di una vera e propria crociata che rafforza il mito trasgressivo della droga: le narcomafie e le compagnie farmaceutiche ringraziano , perché sono le sole a guadagnarci.

La lotta per la liberazione della canapa è l’emblema del movimento antiproibizionista che si batte contro questa infame guerra alle persone. Non c’è più tempo da aspettare, è necessario superare queste colossali ed insopportabili ingiustizie perpetrate dal proibizionismo.

Si tollera e si concedono deroghe per l’emissione nell’ambiente di sostanze inquinanti e velenose per gli esseri umani, per gli animali e i vegetali, mentre c’è tolleranza zero e vengono ridotte a malate e criminali le persone che usano sostanze su loro stesse.

Si pratica e si diffonde nuovamente l’elettroshock considerata una terapia di comprovata efficacia nel disagio mentale, mentre l’apparato proibizionista si accanisce con inaudita violenza verso chi usa cannabis per fini ricreativi e ne ostacola la diffusione dell’uso per fini terapeutici.

Le contraddizioni sono sempre più evidenti e pericolose per la libertà e l’incolumità stessa delle persone. Tutto questo è inaccettabile.

Dopo 14 anni di movimento dalla nascita di Canapisa  rimangono pressoché intatti i motivi per lottare contro un tale stato di cose.

Come antiproibizionisti crediamo che le persone siano in grado di autoregolare i propri stili di assunzione quando hanno la possibilità di accedere ad un’informazione libera da pregiudizi, luoghi comuni e discriminazioni. La società deve contribuire alla realizzazione di condizioni ambientali che favoriscano l’autonomia e l’autogestione delle persone invece che contrastarle.

Per un avanzamento culturale, politico e sociale:

-Sosteniamo le pratiche e le esperienze di riduzione dei rischi.

– Sosteniamo i cannabis social club (CSC) a fini medici e ricreativi.

– Contrastiamo la cultura securitaria e la carcerazione di massa. Amnistia subito!

– Contrastiamo la medicalizzazione della società di cui psicofarmaci e elettroshock sono simboli emblematici.

– Consideriamo la canapa come una valida alternativa ecologica nell’ambito medico, alimentare e manifatturiero.

Autorganizzazione e Autoproduzione           Unica Soluzione

COLTIVIAMO IL FUTURO ALLA LUCE DEL SOLE,  NON UN PASSO INDIETRO!!!!

MANIFESTAZIONE NAZIONALE

STREET PARADE ANTIPROIBIZINISTA

APPUNTAMENTO ORE 16 – PIAZZA SANT’ANTONIO – PISA

Per adesioni e maggiori informazioni:
canapisa@inventati.org – www.osservatorioantipro.org

 

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CBD-usomedico Pubblichiamo questo articolo di Stefano Auditore appena uscito sul ENCOD Italia riguardo questa importante decisione della Corte di Appello di Brescia uscita sull’ Espresso:
Marijuana coltivata in casa, depenalizzazione in vista

” Il 10 marzo 2015 potrebbe diventare una delle date fondamentali per i sostenitori della Cannabis Libera: i giudici della Corte di Appello di Brescia hanno sospeso il processo ad un coltivatore ed inviato gli Atti alla Corte Costituzionale in attesa di una decisione finale nazionale.

Davanti ai magistrati lombardi era finito il caso di un commerciante bresciano, trovato con otto piante di canapa indiana in garage e 25 grammi di prodotto finale nel comodino.
Nel processo di primo grado non era emersa alcuna prova su un’eventuale attività di spaccio da parte del coltivatore.
“Quello che mi è stato sequestrato era solo per me, mai pensato di darla ad altri”, ha assicurato il coltivatore.
Ma come accade a tanti altri, da Nord a Sud della penisola, visto che l’attuale legge considera un reato la semplice coltivazione di cannabis, il commerciante era stato condannato, lo scorso anno, dal Tribunale di Brescia a otto mesi di reclusione e mille euro di multa.
Dopo la condanna in primo grado, gli Avvocati Lorenzo Simonetti e Claudio Miglio, a difesa dell’imputato, hanno impugnato la sentenza e rivisitato tutta la giurisprudenza e la casistica degli ultimi 20 anni in Italia.

Gia due anni fa, a Milano, Simonetti e Miglio furono protagonisti dell’assoluzione in appello di un coltivatore che aveva prodotto 27 piante, verificandone ed appurandone l’esclusivo uso personale, ma quella sentenza non fu estendibile ad altre situazioni analoghe.
In questo caso, però, la procedura innescata potrebbe portare a grandi cambiamenti legislativi a livello nazionale.
Gli Avvocati, analizzando la storia giurisprudenziale italiana, sottolineano come con il referendum del 1993 fare uso di droga non debba più essere considerato reato penale e che quanti vengano trovati in possesso di sostanze stupefacenti, per esclusivo uso personale, vengano così soltanto segnalati alla Prefettura; una semplice violazione amministrativa. Inoltre chi coltiva canapa indiana finisce invece sempre e comunque davanti ad un giudice, con tanto di avallo, nel 2008, della Cassazione a Sezioni Unite.
Per gli Avvocati della difesa, Simonetti e Miglio, questa situazione in cui l’Art 75 del D.P.R. 309/90 comprende detenzione, consumo e possesso, ma non la coltivazione di cannabis all’interno dei reati amministrativi, limita un diritto fondamentale della persona, ossia il “Principio di Uguaglianza”.
E’ chiaramente dimostrabile che per effettuare consumo, possesso e detenzione, sia preferibile la condotta di coltivazione rispetto all’acquisto tramite mercato nero, sia per il consumatore sia per lo Stato Italiano.
Questa ordinanza è stata confermata dalla Corte di Appello di Brescia, rimandando dunque la decisione normativa alla Corte Costituzionale.

I giudici lombardi hanno inoltre specificato che i coltivatori per uso personale non vanno ad intaccare il cuore della legge antidroga, che consiste nel “combattere il mercato della droga, che pone in pericolo la salute pubblica la sicurezza e l’ordine pubblico, nonché il normale sviluppo delle giovani generazioni”.

Ora il giudizio finale sulla questione normativa è nelle mani della Corte Costituzionale, come fu nel 2013/2014 per la famosa Legge Fini-Giovanardi.
Entro qualche giorno l’ordinanza della Sentenza verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale ed allora sarà ufficialmente aperto il percorso verso la decisione finale della Corte Costituzionale, che verrà presa tra circa un anno (marzo/aprile 2016).
Come avvenne per l’attesa della Sentenza sulla Fini-Giovanardi, sarà possibile, per tutti gli assistiti che verranno denunciati e processati in seguito alla pubblicazione dell’Appello inviato alla Corte Costituzionale, per casi simili o riconducibili a questo, argomentare questa situazione ed ottenere che il processo stesso venga bloccato, fino alla decisione finale della Corte Costituzionale.

La Corte Costituzionale, nel sistema politico italiano, è un organo di garanzia costituzionale cui è demandato il compito di giudicare la legittimità degli atti dello Stato.
Nel caso in cui la Corte Costituzionale si esprimesse positivamente riguardo a questa situazione, sollevata dagli Avvocati Simonetti e Miglio, si andrebbe verso un giudizio di incostituzionalità relativa agli Artt. del D.P.R. 309/90 che classificano come reato penale la coltivazione di cannabis per esclusivo uso personale, con conseguente decadimento della legge.

La Corte Costituzionale inoltre, qualora esprimesse un giudizio di incostituzionalità, avrebbe la possibilità di rivedere direttamente la norma, grazie al potere normativo attribuitole dallo Stato Italiano.
Siamo di fronte dunque ad un possibile momento di svolta nazionale per quanto riguarda la coltivazione di cannabis per uso personale. “
Al di là della decisione dei giudici, noi continueremo a spiangere e promuovere l’unica vera soluzione alla respressione inaccettabile complice delle NARCOMAFIE, il modello di  auto-coltivazione di Cannabis fuori dal profitto:
i CANNABIS SOCIAL CLUBS
>>> Vai al Sito di Encod

 

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10928885_792538674165665_5311490866194770234_oAll’indomani della dichiarazione di incostituzionalità, entusiasti, annunciavamo l’imminente liberazione di un terzo dei detenuti per reati connessi alle sostanze.
Un anno dopo, alcune migliaia di persone stanno ancora scontando una pena illegittima.

Su questo tema e sul futuro delle persone che usano sostanze ci confronteremo in un convegno-dibattito cui parteciperanno:
– Alessandro “Mefisto” Buccolieri [campagna “Legge illegale”]
– avv. Elia De Caro [Antigone]
– avv. Gennaro Santoro [Antigone]
– Hassan Bassi [Forum Droghe]
– Stefano Anastasia [Presidente de La Società della Ragione]
– Cannabis Social Club Aroma Crew

ore 20:30 – cena evasiva antiproibizionista
Ricette a base di canapa

>>> Vai al sito del CSOA Forte Prenestino

 

 

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Dalle 22:00

Presentazione Progetto “La mia Ascia di Guerra” 
film-documentario di Andrea Zambelli, Stefania Pedrini, Metavisioni

A seguire: HULABULAH Party 
ELECTRO BREAK ACID PARTY

 “La mia ascia di guerra” (Andrea Zambelli/Stefania Pedrini/Metavisioni)

Presentazione della campagna di crowdfunding per il finanziamento del documentario sul partigiano Rino.
Sarà presentato il progetto e verranno mostrati alcuni estratti del film (girati dal 1960 ad oggi) in fase di produzione.
L’uscita del film è prevista a settembre 2015 per i 70 anni della Liberazione.

Andrea da bambino aveva un eroe: “il Rino”. Rino è stato il mentore di Andrea. Partigiano, comunista: diverso da tutti. Da anni Andrea pensava a un film su Rino partigiano. Ma oggi Rino non può più raccontare: ha il morbo di Alzheimer. Andrea comincia a rivedere le decine di cassette con registrate le storie dell’amico, trova documenti e filmati Super 8 di Rino emigrato in Svizzera.
Il rapporto di Andrea con Rino cambia, l’”eroe” di ieri è oggi un uomo da accudire, Andrea deve affrontare la propria nuova fase, la maturità.
Anche il progetto filmico cambia direzione: sarà più complesso, più profondo, più sofferto
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>>> Vai al sito di Xm24……

 

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rapaviola

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Aula C Autogestita Antifascista
Scienze Politiche
St. Maggiore 45, Bologna

>>>> Vai al Blog dell’ Aula C…..

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